Emergenza Coronavirus. Specializzandi medici rifiutano Napoli: “Pagate poco”

Nonostante l’ASL Napoli 1 avesse garantito loro un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di specializzazione e quanto indicato dal vigente CCNL, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, 4 specializzandi hanno rifiuto la chiamata “alle armi” dell’azienda sanitaria partenopea, così come l’ha chiamata Ciro Verdoliva, direttore generale della ASL1 Napoli – “Non veniamo, ci assumeranno altre regioni alle cifre che diciamo noi” – la risposta secca dei 4 giovani medici.

Sono molto amareggiato e dispiaciuto che in un momento difficile per il nostro Paese tali lavoratori, che rappresentano con la loro professionalità una categoria indispensabile a vincere la “guerra” contro il COVID-19 anziché “correre alle armi” pongono una questione economica “al rialzo” rispetto all’offerta adeguata a quanto percepiscono i dirigenti anestesisti già in servizio da anni, e respinta affermando che “tanto a noi ci assumono le altre regioni e ci pagano quanto vogliamo” – dice Verdoliva, concludendo – “Rimetto alle SS.VV. ogni valutazione conseguenziale oltre alla commiserazione per tale vile e vergognoso comportamento di tali “professionisti” che dovrebbero rappresentare il “futuro” del nostro Paese”.

nota-prot.-n°-52781-del-20.03.2020.pdf

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