Coronavirus e italiani all’estero: intervista a Rosario De Simone

Notizie da Bruxelles - Belgio

Rosario De Simone è casertano, ma nato a Napoli , il 24 agosto 1955. E’ impiegato e dirigente sindacale presso la Commissione europea a Bruxelles. Scrive romanzi gialli ed è appassionato di ciclismo e rugby.

1. Qual è stata la sua reazione quando dal Belgio ha appreso dell’emergenza Covid 19 in Italia?

Quando ho appreso della gravità della situazione in Italia con la creazione della prima zona rossa nel Nord con varchi presidiati 24 ore su 24, grande è stata la mia preoccupazione. Ho pensato subito allo scenario cinese di Wuhan : la gente chiusa in casa, le brevi uscite per fare la spesa e soprattutto i tanti morti.
Da italiano residente in Belgio seguivo l’avvenimento con apprensione. All’inizio ho pensato che la cosasarebbe stata circoscritta, ma dopo pochi giorni si è capito subito che l’epidemia stava per diffondersi in tutto il paese.
Penso che ci siano stati gravi errori all’inizio, che hanno contribuito alla drammatica situazione che viviamo attualmente.

2. Attualmente quali sono i suoi timori e le sue speranze e come sta vivendo l’attuale situazione che oramai delicata anche in Belgio?

Adesso anche il Belgio come buona parte dell’Europa occidentale, in particolare, vive l’esperienza del confinamento e la paura della malattia che può essere mortale. Per alcuni è stata come un’inaspettata vacanza, ma dopo una settimana ci si sente come in una prigione dorata a difendersi con mascherine, liquidi disinfettanti e poche ore d’aria all’aperto da un nemico invisibile.
Il mio timore è che la pandemia duri ancora a lungo. Spero che i tanti ricercatori, un po’ in tutto il mondo (da noi ce ne sono che si danno da fare) trovino il modo di bloccare il virus con combinazioni di farmaci già esistenti, in attesa del vaccino che arriverà non prima di 18 mesi, come ci dicono gli esperti.

3. Quali differenze ha potuto notare tra le reazione italiana e quella belga al diffondersi dell’epidemia?

In Belgio le misure di confinamento sono state prese solo il 17 marzo e dureranno (per ora) fino al 5 aprile. Venerdì il governo farà il bilancio della situazione e deciderà di prolungarle o allegerirle.
Il Belgio, all’inizio, aveva preso la cosa sottogamba. La ministra federale della sanità che oggi 25 marzo è molto contestata dalla stampa, aveva minimizzato la situazione. Il paese si scopre ancora meno preparato dell’Italia. Mancanza di tamponi, mascherine, disinfettanti e posti letto sia per il ricovero che per la terapia intensiva. Colpa dei decennali tagli al bilancio della sanità e di non aver provveduto, come da noi, a prepararsi a questo tipo di calamità.

4. Lei è campano, quale idea si è fatto delle ordinanze emanate dal governatore De Luca?

De Luca, il nostro governatore, ha tuonato molto controgli irresposabili che sono letteralmente fuggiti dal Nord per tornare a casa in Campania e ha chiesto misure severe per il confinamento, non da tutti rispettato come si deve(nel suo messaggio video parla del 20% della popolazione refrattaria ad ogni misura di sicurezza). Come non dargli ragione, ma De Luca è anche un uomo politico, come Conte e in queste situazioni è grande la tentazione di occupare la scena per far aumentare il consenso.