Svolta nelle ricostruzioni dei contagi. Il paziente zero in Europa è un tedesco. Una Equipe italiana di ricercatori non ha dubbi: l’inizio dei contagi in Europa è iniziato in Baviera.
Una Equipe di ricercatori dell’Università Statale di Milano guidata dal Professor Massimo Galli sembra sia riuscita a ricostruire, mediante lo studio dei diversi ceppi del virus, l’origine del focolaio di infezione.
Il tutto sembra partito proprio dalla azienda Bavarese Webasto, sede del primo focolaio di Coronavirus in Europa, per poi diffondersi in Italia e così nel resto del mondo.
L’azienda di Monaco di Baviera aveva ospitato in gennaio una donna cinese di Shanghai, i cui genitori sono proprio originari della città di Wuhan, epicentro dell’epidemia cinese. La donna durante il suo soggiorno in Europa, in maniera completamente asintomatica, ha contagiato diversi colleghi. Successivamente di ritorno dalla Cina ha accusato malori per poi vedersi diagnosticata l’infezione da COVID19. Tra i vari colleghi presenti alle riunioni con la donna è quindi sicuro ci fosse la persona che ha fatto da anello di congiunzione tra la Germania e l’Italia.
L’Equipe del Professor Galli è riuscita a ricostruire la serie di infezioni confrontando la sequenza genetica del virus italiano con quella del ceppo tedesco, notando l’origine comune dei due.
Finora in Italia, individuato il paziente 1, il 38enne sportivo Mattia, ricoverato da giorni al San Matteo di Pavia e adesso fortunatamente fuori pericolo, si pensava che il paziente 0 fosse un suo amico da poco ritornato dalla Cina. Per sua fortuna, l’amico era risultato negativo al test, facendo tornare i ricercatori a brancolare nel buio, finché l’equipe del Professor Galli non è riuscita a scovare le tracce del virus tramite le sue mutazioni.
Resta ancora da scoprire, a questo punto, il cosiddetto paziente 0, ma sarà soltanto questione di tempo visto che si è riuscita a ricostruire la sequenza dei contagi riuscendo, quindi, a limitare fortemente la cerchia di persone coinvolte.