DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
Correva l’anno 2000, fine agosto, il 27 per la precisione, GP del Belgio di SPA Francorchamps, circuito leggendario delle ardenne che in passato misurava 14 km/h poi ridotto a 7.000 km/h per motivi di sicurezza, Hakkinen in rimonta nella classifica iridata nei confronti del rivale Schumacher su Ferrari compie un sorpasso storico, una cosa raramente anzi mai vista in F1, dove le monoposto sfrecciano a 300 km/h, un sorpassso nei confronti di due vetture.
La classifica recitava Hakkinen punti 64, Schumacher punti 62, il GP del Belgio è a pochi passi da casa Schumi, nel 1992 il tedesco si fece ‘conoscere’ superando in sequenza Mansell, Senna, non piloti qualunque andando a vincere la sua I gara e divenendo in seguito il pilota più decorato della categoria, sette volte campione del mondo.
Andando con ordine, il GP del Belgio è bagnato, in una zona dove arrivano improvvisi temporali e la situazione cambia velocemente, alla velocità della luce anche se la pista si asciuga Hakkinen in testa perde il comando, sulla pista umida in fase di asciugatura, mette le ruote sulla striscia bagnata, si gira su se stesso perdendo posizioni, sembra finito, ma non è cosi!!!!!
Schumacher vola in testa (una posizione che il tedesco prediligeva dato che la occupava spesso), sembra fatta il finnico uomo all’apparenza molto distaccato (il paragone con Raikkonen non è azzardato) venuto dal freddo nord, la Finlandia, recupera fino alla posizione numero 2, mancano pochi giri alla bandiera a scacchi.
Il finlandese bracca il tedesco, lo aggredisce, si fa vedere negli specchietti, ma per uno come Schumacher abituato alla pressione i tentativi d ‘innervosirlo da parte del suo inseguitore non hanno esito anche perché le vetture si equivalgono la Ferrari comunque era tanto veloce quanto competitiva.
Ma all’improvviso accade l’impensabile c’è un doppiato, una formalità all’apparenza la Bar Honda di Ricardo Zonta.
Hakkinen fiuta la chance dopo le curve dell’EAU E DEL RADILLON, curve dal cuore in gola a trecento km//h che solo i più coraggiosi affrontano in pieno a tavoletta, aveva studiato il suo rivale.
Il doppiato, dicevamo il tedesco sceglie la traietttoria esterna, Mika Hakkinen invece si butta all’interno, sparisce dagli specchietti retrovisori del ferrarista sorpassando entrambi, nella maniera più folle incredibile e spettacolare.
La gara sarà vinta dal finlandese, il mondiale dal tedesco che risponderà a modo suo per lo smacco subito vincendo le successive quattro gare e riportando il titolo a Maranello dopo Scheckter a distanza di oltre 20 anni.
Nel dopo gara il ferrarista scende dalla vettura senza parole e si fa spiegare dal collega come avesse fatto a fare una manovra folle, Mika Hakkinen non si sottrae e gli mima il momento in cui prese la scia e spiegando poi in conferenza stampa i motivi e la sua strategia ‘vincente’ sul non seguire come un ombra il ferrarista prendendo la scia e azzardando il sorpasso con una traiettoria interna.
Sotto la galleria fotografica ED IL VIDEO PERCHE’ L’OCCHIO VUOLE ANCHE LA SUA PARTE.
EAU ROUGE E RADILLON
IL CIRUITO DALL’ALTO
IL CIRCUITO VECCHIO ED IL NUOVO ACCORCIATO AL SUO INTERNO




















