CORTE COSTITUZIONALE: INAMMISIBILE IL RICORSO DEL PD SULLA LEGGE DI BILANCIO

di Marco Natale

Non si è fatta attendere molto la decisione presa dalla Corte Costituzionale relativa al ricorso presentato dal Partito democratico sulla recente legge di Bilancio approvata dalla maggiorana del governo giallo verde. Secondo quanto sollevato da un gruppo di 37 senatori non erano stati rispettati i normali tempi previsti nel caso di un esame di un provvedimento finanziario. La Consulta nelle sue motivazioni ha ritenuto che i singoli senatori hanno tutto il diritto di sollevare un “conflitto di attribuzioni” nel caso in cui  rivelassero gravi e manifeste violazioni delle prerogative che la stessa costituzione attribuisce loro. La stessa Corte ha motivato la sua sentenza adducendo che il restringimento dei tempi in merito alla discussione parlamentare del Ddl in questione è stata “determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori hanno concorso a un’anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei”. “Resta fermo – conclude la Consulta – che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità”.