Corteo del 1° maggio in memoria degli operai di Pietrarsa 

C’è una Napoli che non dimentica .

Corteo del 1° maggio in memoria degli operai di Pietrarsa 

C’è una Napoli che non dimentica .

Di Fiore Marro

Caserta 26 aprile 2019

Sono tanti i luoghi della resistenza duosiciliana che oramai vengono visitati, onorati, omaggiati dai figli del ex regno Borbonico, si contano momenti divenuti oramai tradizioneun poco dovunqu,e come quello dei CDS che si ritrovano a Pontelandolfo e Fragneto Monforte, percorso iniziato nel 2008 e che si ripete indefessamente oramai da allora puntualmente nel mese di agosto di ogni anno a venire. Importante fu quella festa a Mongiana nel 2012, da quel momento, l’esplosione di notorietà del sito metallurgico calabrese è diventata enorme, come a poi Gaeta, ogni febbraio richiama a raccolta tutti i “figli” identitari delle Due Sicilie,come a Civitella del Tronto che mette da qualche anno assieme identitari, politica, cittadini, che si stringono attorno al ricordo per ridare onore e riscatto a quei piccoli eroi dimenticati;  il primo maggio toccherà  a Pietrarsa, dove si  commemoreranno gli operai delle ex Opificio borbonico, trucidati dai bersaglieri italiani nel 1863.

La strage operaia di Pietrarsa è stata nostro malgrado in sintesi quella che ricorda i primi morti operai in lotta, della storia della penisola italiana, memoria rimossa perché bisognava dimenticare il passato del meridione e soprattutto insabbiare la guerra coloniale di qualche anno prima.

Lla  manifestazione si terrà  nel comune di Portici, perché non si può e non si deve assolutamente cancellare la nostra memoria!

Non si tratta di nostalgia di un passato lontano un secolo e mezzo, ma è necessario come input per ricostruire il nostro futuro abbiamo bisogno di mettere insieme i fili della memoria e dare dignità alla nostra storia e alla nostra identità.

Se oggi nelle nostre città, al sud, ci sono picchi di disoccupazione giovanile che superano il 90% , se le nostre aspettative di vita sono inferiori di 24 mesi rispetto a chi nasce al di là del Garigliano, la colpa non è “nostra” come qualcuno vorrebbe farci credere, ma ci sono ragione sociali, storiche e politiche che vanno messe al centro del dibattito pubblico.

Sono anni che la commemorazione del 1° maggio a Napoli, si tiene appunto a Pietrarsa,anni in cui gli organizzatori hanno provato provato a legare i temi del lavoro e della disoccupazione alle istanze che venivano dai territori.

Simbolica è stata la lotta di Bagnoli , che ha messo al centro il rapporto tra sfruttamento dei territori e la mancanza di lavoro ; evidenziando come lo Stato si sia rappresentato sempre come predatore a queste latitudini lasciando cattedrali nel deserto (vedi appunto l’ex ItalSider ) e una scia di morti dovuti alle malattie contratte all’interno delle fabbriche e fuori.

Anche questo 1°Maggio quindi si darà centralità alla memoria storica dell’antica capitale sebezia, partendo da un episodio che ha segnato la storia della sua classe operaia, l’eccidio di Pietrarsa.

Una storia troppe volte dimenticata, anche dai quei sindacati e quei partiti del mondo della sinistra che hanno fatto, in tutto il ‘900, della difesa dei lavoratori la propria bandiera.

La storiografia ufficiale parla di 4 morti e 10 feriti gravi, che caddero in un vero e proprio rastrellamento messo in atto dai bersaglieri dell’esercito italiano, ma il 13 agosto al ritorno in fabbrica mancavano all’appello più di 200 nomi scomparsi nel nulla.

In una nota degli organizzatori risalta su tutti un passaggio che ritengo importante : “Siamo convinti che sia importante ricordare tutti gli operai e le operaie che sono morti per difendere i loro diritti o mentre erano sul posto di lavoro, ma mentre nel mondo si ricordano (giustamente) i morti della strage di Chicago del maggio 1887, in Italia ci si dimentica che ben 23 anni prima 4 morti ufficiali e 200 desaparesidos ancora chiedono giustizia!

Noi non dimentichiamo!”