Cpl Concordia, il pentito Iovine parla in aula: «Al clan il 10% sul subappalto»

a cura di Giovanni Raimondo

Il pentito Antonio Iovine sta testimoniando in aula, a Napoli, nel processo che vede alla sbarra i manager del consorzio modenese Cpl Concordia e gli imprenditori ritenuti affiliati al clan dei Casalesi. L’accusa per gli imputati è quella di avere metanizzato i comuni dell’Agroaversano dopo aver stipulato un patto con la cosca. «Zagaria ci disse che Antonio Piccolo era il suo uomo durante una riunione in cui eravamo presenti io, Giuseppe Caterino e Giuseppe Russo. – ha detto Iovine parlando di uno dei costruttori sotto processo – Il clan si assicurava una percentuale del 10 per cento sul subappalto che veniva affidato a costi maggiorati. Alla Concordia conveniva fare le opere nell’Agroaversano perché l’interesse era vendere il gas quindi Zagaria fece intervenire Piccolo il quale si organizzò per eseguire i lavori. D’altronde Piccolo stava a Modena già da anni. Noi a nostra volta eravamo d’accordo con le ditte per i lavori in subappalto».

«Antonio Piccolo – ha detto ancora Iovine – aveva con Zagaria un rapporto di massima fiducia e stima reciproca, basato sull’interesse». «Gli imprenditori servivano a noi perché erano l’interfaccia con la politica. Di qui l’accordo secondo il quale dovevamo intervenire solo solo se i sindaci o i tecnici dei sette comuni in cui si doveva fare la metanizzazione si fossero opposti ma questo non avvenne perché eravamo tutti d’accordo», ha aggiunto l’ex boss. Nello specifico, Iovine si sta concentrando anche sui lunghi anni di latitanza vissuti anche all’estero con Zagaria. «Abbiamo subito un fermo della polizia francese alla frontiera nord est, ma ci lasciarono andare, poi lui fu bloccato all’aeroporto mentre si stava recando in sud America, ma anche in quel caso andò tutto liscio». «Viaggiavano con documenti  originali con le sole foto cambiate. In pratica ci servivamo delle identità di persone di fiducia, anche di un ex appartenente all’Esercito italiano», ha spiegato Iovine.