Crisi di Governo. E’ ormai feeling tra Pd e M5S

La Lega " rosica" e tenta di recuperare l'alleato perduto

Si è concluso dopo circa due ore il vertice fra i capigruppo M5s e Pd, iniziato alle 14, con lo scopo di verificare la possibilità di un’intesa per un governo giallo-rosso.

“La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive”, ha dichiarato Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, al termine dell’incontro.

Anche il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, ha confermato le sensazioni del compagno di partito al tavolo di confronto col M5s: “Abbiamo registrato, e questo è un fatto positivo, un’ampia convergenza sull’agenda sociale e l’agenda verde ambientalista che i partiti hanno sottoposto reciprocamente. Quindi davvero questo è un buon inizio con un’ampia convergenza di provvedimenti che potrebbero poi avere un esito a breve sulla legge di bilancio che può partire già nelle prossime ore”.

Fonti del Movimento 5 Stelle parlano di clima costruttivo: “Il M5S ha posto sul tavolo il taglio dei 345 parlamentari, per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto”.

Il Pd contro la politica dei due forni: “Abbiamo chiesto al M5s che questa interlocuzione sia l’unica come condizione per affrontare gli ulteriori punti, che affrontati, a livello preliminare non presentano ostacoli insormontabili”, ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando.

Renzi e l’attacco a Gentiloni
Molte voci si sono accavallate nelle ultime ore sulla possibilità della nascita di nuovo governo con M5S e Pd. A partire da Matteo Renzi che ha lanciato un attacco a Paolo Gentiloni su un presunto piano per far saltare l’alleanza Pd-M5s, a cui hanno fatto eco le reazioni di alcuni politici.

Luigi Di Maio ha lanciato una frecciatina a Renzi: “Il nostro obiettivo è l’approvazione dei nostri 10 punti. Il Pd ha preso un impegno in questo senso. Ma vedo che già litigano”.

L’appello alla responsabilità di Zingaretti
Sul caso è intervenuto il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti: “Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del Presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo. Stiamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere un obiettivo difficile: quello di dare vita a un Governo di svolta per cambiare l’Italia; e questo passa per uno spirito unitario, per difendere contenuti storia e valori del Partito Democratico”.

“Torno per l’ennesima volta – scrive Zingaretti in una nota – a fare un appello alla responsabilità: fondamentale per raggiungere questo obiettivo casomai è fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi si, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità”.

La Lega: possibile recuperare il rapporto con M5S
Appare qualche spiraglio per le vecchie alleanze. Il leghista Gian Marco Centinaio ha affermato: “Secondo me c’è ancora possibilità di recuperare il rapporto coi 5 Stelle perché, oltre a Di Maio, ci sono una serie di esponenti del Movimento che si ricordano bene del lavoro positivo che è stato fatto. È difficile perché la via è molto stretta, però se ci sono i tempi e c’è la volontà di sedersi attorno a un tavolo non ci sono problemi”.

“Dico soltanto una cosa, molto onestamente io ho sentito i 10 punti di Di Maio e sono quasi tutti o tutti parte integrante del contratto con la Lega: cosa voglia dire questo non lo so, però e un dato di fatto”, ha detto Giancarlo Giorgetti intervenendo al Meeting di CL di Rimini.

Salvini: “No riportare al governo chi è stato cacciato da italiani”
Lo stesso Matteo Salvini non sembra escludere nessuna possibilità, pur contrastando l’alleanza fra Pd e M5s: “L’ipotesi di un governo Pd-M5s sta facendo rabbrividire cittadini e imprenditori: qualcuno sta pensando di riportare al governo chi gli italiani hanno cacciato dalla porta. Le vie del Signore e della Lega sono infinite: rivedere al governo le Boschi e i Renzi no, c’è un minimo di dignità da preservare”.

E Giorgetti avverte: “Attenzione a non scollegarsi dal Paese, a chiudersi nel castello e nel Palazzo: non voglio agitare le piazze, ma ho l’impressione che la gente veda questa come una manovra fine a se stessa”.