Questa pandemia non lascerà il mondo e noi stessi come eravamo prima. Sta tirando fuori da noi quello che siamo realmente (come individui, corpi sociali, comunità) e sta, in fin dei conti, mettendo a nudo tutti i limiti, le ipocrisie, le ingiustizie del nostro modello sociale, politico e culturale.
Dopo anni di smantellamento del pubblico e degli investimenti stiamo chiedendo a gran voce di rafforzare la sanità pubblica, la scuola, i servizi …. dopo anni di urla per il nemico alle frontiere che ci invadeva scopriamo, improvvisamente, che siamo noi gli untori e che è inutile fare i blocchi alle frontiere (dove sono le frontiere? a Codogno? a Wuhan?) e tanto meno schierare gli eserciti… dopo anni di scie chimiche e di “uno vale uno” e di feroce polemica coi vaccini, siamo tutti a chiedere alla scienza un vaccino per risolvere il problema e dirci una parola “autorevole” e rassicurante.
Non è dato sapere come ne usciremo ma il pensiero va a quanti si sono battuti in questi anni per i diritti, la funzione del pubblico, la democrazia, le politiche di investimento, le scelte di riconversione ambientale ed ecologica , sono essi i portatori dentro di se degli anticorpi positivi per uscirne positivamente e in avanti.
Il virus colpisce tutti: onesti e delinquenti. Semmai la differenza la fa la condizione sociale ed economica di chi una casa ce l’ha e può starci chiuso dentro e chi vive sotto i portici o nelle bidonville delle periferie o fra chi può pagarsi il tampone e sospendere la sua vita sociale per qualche tempo e chi non ha altra scelta che aspettare o continuare a vivere cercando di mettere insieme il pranzo con la cena sperando di non essere positivo.
Fortunatamente abbiamo un Presidente del Consiglio che si sta dimostrando all’altezza del compito e della situazione. Un “uomo della società civile” che sta facendo il suo lavoro pur in mezzo a mille contraddizioni (come avrebbe potuto essere altrimenti per un evento così nuovo e imprevedibile?) provando a tenere insieme responsabilità, fermezza, senso dello Stato, progressività nel percorso che punta (evidentemente) a stimolare consapevolezza nella comunità, e della qual cosa dobbiamo essere piacevolmente soddisfatti: in fondo c’è vita e c’è ancora speranza.
#andràtuttobene