Presentazione libro di Cesare Lanza, “Ecco la (nostra) stampa, bellezza, ritratti di giornalisti di ieri, grandi o meno grandi”
CASERTA – Mercoledì 14 marzo 2018, con inizio alle ore 17,30, presso la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) in Via Piemonte a Roma, sarà presentato il libro di Cesare Lanza dal titolo: “Ecco la (nostra) stampa, bellezza, ritratti di giornalisti di ieri, grandi o meno grandi”. Questo libro di Cesare Lanza sui giornalisti italiani è dedicato a tutti i tipi di lettori ma soprattutto agli studenti di «Scienza della comunicazione» che non sanno (e sono tanti, purtroppo) chi siano stati Indro Montanelli, Arrigo Benedetti o Leo Longanesi. In questa rassegna si narrano, per flash abilmente manovrati, le vite professionali dei soli giornalisti che Lanza ha conosciuto di persona (e che peraltro sono tanti). I giornalisti raccontati da Lanza sono giornalisti in carne ed ossa, non delle astrazioni stilizzate. Vengono abilmente ritratti in presa diretta, da Lanza, con i loro pregi ma anche con i loro difetti, con le loro battute e i loro tic. Attualmente il libro è 37° nella classifica “Best-seller” di IBS Libri. Cesare Lanza, nel presentare il suo libro dice: “Chi sono io per giudicare i giornalisti di oggi, e alcuni di ieri, grandi e meno grandi? Non sono nessuno. Non ho autorevolezza particolare, né ruolo istituzionale, né significativa umiltà per scrivere di tanti giornalisti, in stragrande maggioranza tutti certamente più bravi di me, per di più con qualche malizia che mi può essere scappata battendo i tasti del computer”, eppure Cesare Lanza, nato a Cosenza l’8 luglio 1042, è stato giornalista, scrittore autore televisivo e regista televisivo. Ce n’è abbastanza da far tremare le gambe a molti (giornalisti). Nel corso della sua attività ha assunto e lanciato alcuni giornalisti che sono diventati “grandi firme” del giornalismo italiano: Massimo Donelli, Ferruccio De Bortoli, Gian Antonio Stella, Gigi Moncalvo, Edoardo Raspelli. Sempre a proposito del suo libro Lanza afferma: “Una cosa è certa: tutti, almeno per un aspetto, assai più bravi di me. E aggiungo una confidenza: quando mi trovo di fronte al talento (in qualsiasi campo), mi succede spesso di emozionarmi, fino al punto di piangere. E in questo elenco di talento ce n’è a pizzichi e a montagne. È bene rievocarlo. E forse il libro può essere utile ai giovani che si accingono ad affrontare il cosiddetto mestieraccio. Una volta ho incontrato una stagista, che non conosceva neanche i nomi di Indro Montanelli, nel suo stile insuperabile, e di Arrigo Benedetti, che fu il più grande direttore. Ma si può?”. Di lui, Roberto Gervaso de “Il Messaggero” nel recensire il suo libro scrisse, fra le altre cose: “….. Un pantheon lucido, esaustivo, ghiotto. Mancava. Hai colmato la lacuna. Bravo. I giornalisti di cui con affettuosa malizia o ancor più insinuante perfidia tracci i profili, li ho conosciuti quasi tutti. Con alcuni, sei stato troppo severo, con altri troppo indulgente, con i più passionalmente e freddamente equanime. So che hai tanti amici, come ne ho io. Ma so che hai anche tanti nemici, come ne ho io. Come ne abbiamo tutti….”.