a cura di Giovanni Luberto
Flusso informativo tra gli istituti di vigilanza, polizia, carabinieri e polizie locali ma Napoli, Caserta e la Campania dormono. Ecco com’è vista la GpG da Nord a Sud. Scovate le differenze!” – ha denunciato stamattina il leader dell’Associazione Nazionale guardie particolari giurate, Giuseppe Alviti.
Savona. È stato rinnovato l’altro ieri mattina il protocollo d’intesa “Mille occhi sulle città” tra il Prefetto di Savona, i sindaci di Savona, Alassio, Albenga, Albisola Superiore, Cairo Montenotte, Finale Ligure, Loano, Spotorno, Varazze ed i titolari degli istituti di vigilanza Coopservice S.Coop.p.A., IVRI S.p.A., La Pantera S.r.l., La Vigile S.r.l., S.T.S. S.r.l., Vigili dell’Ordine S.r.l., alla presenza dei vertici delle Forze dell’Ordine. Il modello operativo proposto dal Protocollo “Mille occhi sulla Città”, siglato per la prima volta nel 2012, favorisce l’innalzamento dei livelli di sicurezza nei comuni interessati, corrispondendo alle sempre più avvertite esigenze e aspettative della comunità. Il Protocollo, in linea con le direttive da ultimo emanate dal Ministro dell’Interno in tema di sicurezza urbana, si propone di accrescere la collaborazione informativa tra soggetti pubblici e privati attraverso il ricorso all’attività degli Istituti di vigilanza privata. Saranno garantiti i flussi informativi tra le centrali operative degli istituti di vigilanza, cui le singole guardie giurate comunicheranno le notizie concernenti situazioni di rilievo per l’ordine e la sicurezza urbana assunte durante il servizio, e quelle delle forze dell’ordine e delle polizie locali. Con questa intesa, dunque, le guardie particolari giurate, pur non esercitando funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, possono segnalare non solo ipotesi di reato ma anche condotte pregiudizievoli per la sicurezza urbana, quali fattori di degrado ambientale e sociale.
“La stessa proposta è stata inoltrata da me personalmente anche per Napoli, Caserta e provincia, ma rimane ancora parola morta. – dice G. Alviti che nel frattempo dice di aver richiesto l’intervento diretto del Ministro Sen. MATTEO SALVINI, anche sottolineando il ricorrente tema del rispetto verso la divisa dei vigilantes, visti (al sud in particolar modo) esclusivamente come ‘carne da macello’, sfruttata e maltrattata da imprenditori spesso disonesti i quali costringerebbero – in virtù della dilagante disoccupazione – gli stessi dipendenti ad accettare persino pagamenti inferiori rispetto a quelli dichiarati in busta paga.
“Un imprenditore che elargisce un importo inferiore rispetto a quello dichiarato in busta paga, è punibile per estorsione e autoriciclaggio. – dice il Leader A. – infatti, una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 25979/2018, ha affermato che è previsto il reato di autoriciclaggio per l’imprenditore che costringe i dipendenti ad accettare buste paga più basse di quelle concordate e a lavorare per un orario superiore a quanto contrattualmente previsto. Inoltre, risponde dello stesso reato, sulla base del decreto n. 231/2001, anche la società alla quale è contestato l’avvenuto impiego nell’attività imprenditoriale del denaro frutto dell’estorsione continuata, in maniera tale da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delle somme. Esistono, nel caso in cui questi signori ancora non ne fossero informati, nuove tutele per i lavoratori in vigore dal 1° luglio 2018. Ricordiamo il pagamento della busta paga che non potrà avvenire più in contanti. In particolare il comma 910 della 205/2017, ovvero la Legge di Bilancio 2018, imporrà espressamente il pagamento dello stipendio tramite mezzi tracciabili, escludendo i contanti.”