Dalla Campania qualche nome in corsa per il futuro governo?

Le previsioni: si torna al voto? E che ruolo ha la nostra Regione?

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per martedì 27 agosto ha fissato un altro giro di consultazioni. In considerazione di quello che era stato stabilito, vale a dire concludere entro la presente settimana le consultazioni ed indicare un possibile nuovo governo, significa dare più di qualche giorno alle delegazioni M5S e PD, indicate da tutti, come quelle più sicure per la formazione di un potenziale governo.

L’ipotesi delle elezioni anticipate non è per nulla considerata da Mattarella, se non come remotissima possibilità. Secondo gli osservatori nazionali, ed in particolar modo i cosiddetti quirinalisti, il presidente del M5S, l’attuale vice-presidente del consiglio Luigi Di Maio, avrebbe offerto qualche apertura al PD. In effetti, è da considerare che mentre il PD, uscendo dalla consultazione col Capo dello Stato, ha indicato cinque priorità, il M5S ne ha elaborate ben dieci, oltre alla considerazione che è stata la delegazione a conferire per più tempo.

È di queste ore la notizia secondo la quale Di Maio ha stabilito che la decurtazione di 345 parlamentari è la condicio sine qua non per continuare il dialogo con altre forze politiche. Si sa molto bene che il PD è del tutto contrario a tale decurtazione, che porterebbe ad un risparmio di circa cinquecento milioni di euro a legislatura. Certo è una piccola goccia nel mare delle disfunzioni pubbliche, ma ha un grande valore simbolico, e di valori simbolici il M5S ha diversi cavalli di battaglia.

Naturalmente quando si mette mano alla formazione di un governo si pensa sì alla nota spesa, ma si pensa soprattutto a come riempire le varie caselle. Il buon Matteo Renzi, da sempre favorevole ad un governo col M5S, stamattina ha irrimediabilmente stroncato un’eventuale partecipazione al futuro governo di Paolo Gentiloni, nel momento in cui ha evidenziato che questi è da sempre contrario ad un’ipotesi M5S-PD. Renzi sa perfettamente di trovarsi in minoranza nell’attuale gioco correntizio interno del PD, pur avendo la maggioranza dei deputati e senatori. È una partita che ha iniziato a giocare per riequilibrare a suo favore anche l’assetto organizzativo interno, giocando sul tavolo di un probabile governo. Insomma, il guicciardiniano ‘particulare’ viene sempre a galla, pur se tutti sono bravi a parlare in continuazione di ‘bene comune’. E fino a martedì vedremo di sicuro tanti e tanti altri nomi esclusi o inseriti ex-novo, magari non essendo nemmeno parlamentari, del resto la Costituzione lo prevede ampiamente, ma tutti rispondenti alla logica di un riequilibrio interno.

In questa lotta interna alcune regioni potranno giocare la loro parte, sia perché di una certa consistenza demografica (il numero è forza diceva qualcuno) e sia perché il prossimo anno tantissime regioni dovranno affrontare le elezioni. L’obbiettivo massimo del PD è quello di riuscire a contenere l’avanzata della Lega, la quale nel corso di quest’anno è riuscita a conquistare tutte le regioni in cui si votava.
Se tutto ciò è vero è altrettanto vero che eventuali nomi che si fanno nei corridoi delle segreterie provinciali e regionale del PD porterebbe a far inserire nel potenziale governo M5S-PD alcuni nomi di piddini di spicco. E questo vale sia per quelli posizionati a favore di Zingaretti che per quelli posizionati a favore di Renzi.

Infatti, si sta facendo il nome del napoletano Nicola Oddati, scelto da Zingaretti per curare il settore Mezzogiorno del partito. Ed Oddati è stato proprio uno dei maggiori artefici della vittoria di Zingaretti come segretario. Ovviamente Renzi non se ne sta con le mani in mano e pare che stia pensando all’ipotesi Roberta Santaniello, che è stata presidente provinciale del PD di Avellino. Renzi giocherebbe così anche la carta ‘donna’ e per di più potrebbe rafforzare i suoi rapporti con Vincenzo De Luca, che ha tutto l’interesse politico a vedersi riconfermato il prossimo anno alla guida della Regione. Al momento non pare che vi siano altri nomi ad essere caldeggiati per qualche avventura ministeriale.

Al momento per il M5S non è dato sapere alcunché per eventuali nomi in transito dalla Campania per Roma. L’obbiettivo principe del M5S in Campania è fare di tutto per conquistare Palazzo Santa Lucia. Il capogruppo del M5S Valeria Ciarambino sta conducendo, dal primo giorno in cui ha messo piede nel Consiglio Regionale, una lotta senza alcuna esclusione di colpi, andando a privilegiare in particolar modo i temi della sanità, dell’ambiente, dei trasporti. È da escludere allora che qualche consigliere regionale o altri dell’apparato organizzativo possano traslocare a Roma. L’obbiettivo del M5S in Campania è quello di rafforzare sempre più la squadra regionale, perché conquistare Palazzo Santa Lucia significherebbe invertire il percorso elettorale negativo di quest’anno ed imporsi nella più importante regione del Sud.
Ma lo sappiamo fin troppo bene che in politica lo cose mai citate possono diventare realtà, allo stesso modo che le cose impossibili possono diventare realtà. Occorre solo aspettare.