Del Monaco. Il biodigestore non s’ha da fare

Il biodigestore “non s’ha da fare”: non è un romanzo, ma una realtà.
Il comunicato

Quello di don Rodrigo era un capriccio, una rivalsa in segno di potere. Ricorda qualcuno…forse il nostro Governatore? Che invece il biodigestore vuole farlo eccome, suggellando così il “matrimonio” col caro sindaco Marino, che prima delle elezioni ha promesso un mare di frottole ai suoi cittadini!

Chi paga per queste menzogne? Chi paga per il danno che stanno facendo? Caserta, l’ambiente.
Il Vescovo continua a cercare un dialogo, portando alla riflessione in merito a quanto si sta per fare: come si può intervenire con un progetto simile senza piani di fattibilità, senza valutare i rischi ambientali e sociali? Come si può decidere di punto in bianco, tralasciando completamento un dibattito costruttivo in merito, di passare all’azione?

Questa fretta è mal consigliata, perché tiene conto del volere di un dio sbagliato, il “Dio Danaro”.
Interessi, solo interessi…e non per il bene comune, tutt’altro.

Hanno dimenticato che il creato è sacro, unico dono per noi “creati”; sottovalutano (forse) quanto danno comporterà una simile scelta, altro che benessere!

Urge un cambio di rotta: mente e cuore volte all’azione, non solo mente, altrimenti l’essenza umana svilisce, ed ogni opera diventa un male, nel tempo.
Un male senza rimedio.

Progresso non sempre significa progredire: dalla rivoluzione industriale in poi, l’uomo ha perso ogni remora nei confronti dell’ambiente, distruggendolo poco a poco e lasciando povero anzitutto sé stesso. Fare del male alla casa comune equivale infatti a un lento suicidio…nessuno ne beneficerà. Il guadagno iniziale è solo apparente…ce lo insegna la storia.

L’uomo va “rieducato” al bene: al bene comune, al rispetto per il creato e per le libertà altrui; alla cittadinanza attiva, fondata su valori condivisi.
Serve la collaborazione di tutti, continuo a ripeterlo: Famiglia, Scuola, Chiesa, Associazioni.
È necessaria, indispensabile, una sinergia tra le istituzioni di impronta valoriale.

Ripartiamo dalle basi per cercare di recuperare il futuro dei nostri figli: non compromettiamo ulteriormente il presente.