Dipendenti Poste in agitazione. Verdi. Salvare i posti di lavoro anche per non creare disagi a cittadini e imprese

“Bisogna salvaguardare il diritto al lavoro dei dipendenti dell’azienda napoletana che ha perso l’appalto per la consegna della posta in alcune zone del napoletano”.

A chiederlo i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il portavoce regionale del Sole che ride, Vincenzo Peretti, per i quali “mantenere inalterati i livelli occupazionali e le stesse persone significherebbe anche evitare problemi nella consegna della corrispondenza e degli altri prodotti postali, problemi che potrebbero creare disagi ai cittadini e gravi conseguenze per imprese e commercianti del territorio che si ritroverebbero a fare i conti con ritardati pagamenti”.

Consegna della posta a rischio a Chiaia, Posillipo e Centro storico e circa 60 famiglie a rischio povertà dopo che la napoletana Soluzioni S.r.l., da quasi 20 anni azienda appaltatrice del servizio di consegna di raccomandate e bollettame per Poste Italiane, si è vista portar via l’appalto dalla genovese Gruppo Servizi Postali /G.S.P. S.r.l..

I dipendenti, dopo la consegna delle lettere di licenziamento per “cessazione dell’attività” a partire da fine mese, in assenza di qualsiasi garanzia per il futuro, hanno proclamato lo stato di agitazione. Circa 120 le cassette di raccomandate inevase già accumulate presso gli uffici di Poste italiane senza considerare i contenitori della cd. “massiva” tra cui bollette e bollettini di pagamento e la posta in uscita di enti, amministrazioni ed ospedali.

Da martedì mattina alle 10.00 i lavoratori saranno in presidio davanti alla sede delle Poste del Corso Meridionale, in attesa dell’apertura di un tavolo di trattativa, prevista per il prossimo 21 c.m., presso la Città metropolitana.

Alte preoccupazione e tensione. In base a quanto emerso dai primi incontri informali, infatti, l’azienda genovese non solo non avrebbe intenzione di assorbire i dipendenti come pure espressamente previsto dall’art. 7 del capitolato d’appalto, ma avrebbe anche difficoltà ad attivare in tempi rapidi il servizio, tanto da proporre un contratto a tempo determinato – per soli 6 mesi e senza alcuna garanzia di proroga – a condizione che i lavoratori mettano a disposizione mezzi propri.

Una richiesta reputata inaccettabile sia per il costo, a dir poco insostenibile soprattutto in mancanza di qualsiasi garanzia per il futuro .