Diritti dei disabili, questi sconosciuti. A San Nicola “rubano” lo stallo messo dal Comune in Via Virgilio

A Scafati, invece, gli inquilini si prodigano per trovare il posto auto ad un invalido che non riesce ad ottenere lo stallo dal Comune.

I diritti delle persone disabili sono quotidianamente disattesi da tutti coloro che, invece, non conoscono cosa voglia dire essere “disabile” in una società fatta di egoismi e questi diritti non vengono riconosciuti sotto qualsiasi latitudine. Me se da un lato ci sono persone “menefreghiste” ce ne sono altre, invece, che si fanno carico di queste problematiche laddove le Istituzioni sono assenti. È quanto è successo recentemente a Scafati. Infatti, ad un disabile senza posto auto riservato glielo trovano i vicini di casa. Affetto da una patologia neurovegetativa, attende invano l’ok per l’istituzione di uno stallo di sosta per disabili vicino all’ingresso del condominio dove vive.

Al silenzio delle Istituzioni, sorde (come spesso accade) al grido di aiuto di un cittadino in difficoltà, fa eco il cuore grande della gente, che con coraggio escogita un modo alternativo per garantirgli un diritto. È la forza della solidarietà che diventa azione, per dar voce ad una storia che merita di essere raccontata. Siamo in via della Resistenza a Scafati, traversa Massimo Troisi. In una delle palazzine a schiera, lungo la stradina senza uscita che si inoltra verso l’interno, vive un disabile, affetto da una grave patologia neurovegetativa. Da tempo attende che le istituzioni locali istituiscano uno stallo di sosta per portatori di handicap nei pressi della sua abitazione e, allora, sono i cuoi vicini che si prodigano e glielo trovano.

Situazione completamente opposto, invece, nella Città di San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, dove il Comune si fa carico della richiesta di G.G. e gli assegna in Via Virgilio, una traversa di Via Cairoli, gli assegna lo “stallo nr. 238/2917. Dopo circa un anno di battaglie, documentazioni sanitaria al Comune e ai vigili urbani della Città sannicolese, l’invalido al 100% con doppia protesi agli arti, in attesa di una terza operazione, riesce ad ottenere lo stallo di cui ha diritto. Ma di quello stallo non riesce ad usufruirne neanche una volta. Immediatamente è stato ccupato da un altro disabile della zona che per le sue patologie non può averlo oppure non lo ha richiesto. Una situazione assolutamente kafkiana. Una “guerra fra disabili” di cui il locale comando di Polizia Municipale o non sa o fa finta di non sapere.

“Se vuoi il mio posto, prenditi anche la mia disabilità»: era questo lo slogan di una campagna che, anni fa, puntava a sensibilizzare le persone sulla necessità di rispettare i parcheggi riservati ai disabili. Molto tempo dopo, quella raccomandazione è “rafforzata” da una sentenza della Corte di Cassazione che ha recentemente stabilito che occupare indebitamente il posto di una persona titolare di contrassegno disabili è reato, anche se a precise condizioni. A stabilirlo è stata la Quinta sezione penale, che con la sentenza nr. 17794/2017 ha riconosciuto il reato penale di violenza privata nei confronti di un sessantenne palermitano che aveva occupato, per ben 16 ore, il posto auto riservato nominalmente a una signora disabile. Una vicenda giudiziaria lunga otto anni che si è chiusa solo in questi giorni con l’ultimo grado di giudizio, come riporta il sito disabili.com.

Tutto inizia nel 2009 quando la donna, titolare di un parcheggio riservato alla sosta disabili con indicazione della sua targa e regolari segnalazioni e cartello che indicava appunto il divieto, trova il posto occupato da un’altra auto. La signora avvisa subito la polizia municipale, ma deve attendere parecchio in quanto «tutti gli agenti erano impegnati in una riunione con il comandante». La vicenda si conclude solo alle 2.30 di notte, con la rimozione dell’auto da parte del carroattrezzi. Ovviamente la donna querela il proprietario dell’auto, un 63 enne che a sua difesa sostiene di non essere stato lui a parcheggiare lì, ma il figlio. Il tribunale di Palermo però lo condanna a quattro mesi per violenza privata, la sentenza poi confermata in appello.

L’uomo fa ricorso, ma la Cassazione, lo rigetta, ritenendolo colpevole del reato ex art. 610 c.p., con la condanna per violenza privata più al risarcimento danni di 5mila euro per la parte offesa e il pagamento delle spese processuali. Ora, come rileva anche la sentenza, se si fosse trattato di uno spazio genericamente dedicato alla sosta disabili, non saremmo in presenza di reato penale, poiché questa condotta avrebbe solo visto la violazione dell’art, 158 comma 2 del Codice della Strada (passibile di sola multa). In questo caso, invece, si tratta di uno spazio sosta espressamente riservato ad un cittadino, pertanto nei suoi confronti si ravvisa un chiaro impedimento a godere di un suo diritto; di qui il reato penale. Per quanto riguarda il posto riservato al signor G.G. di San Nicola la Strada sarebbe opportuno che una pattuglia della locale Polizia Municipale inserisca nel suo quotidiano giro della Città anche una visita al predetto stallo e lo faccia rispettare.