Disposto lo scioglimento del Comune di Orta di Atella per infiltrazioni di camorra

E’ stato disposto  lo scioglimento del Comune di Orta di Atella, da parte del Consiglio dei Ministri, per infiltrazioni di camorra. Il provvedimento è stato appunto emanato dalla presidenza del consiglio con un comunicato riportato sul sito istituzionale e che andiamo a riportare: “Il Consiglio dei Ministri – si legge nella nota – su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Orta di Atella (Caserta) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria”.

Sullo scioglimento del Comune di Orta è intervenuto il senatore del movimento 5 stelle Di Micco che ha così dichiarato “ Ancora una volta – ha dichiarato il senatore Fabio Di Micco, del Movimento 5 Stelle – il Comune di Orta di Atella viene sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Un provvedimento che rattrista ma non sorprende poiché giunge a conclusione di una lunga e devastante stagione politico-amministrativa che ha visto protagonista una classe politica collusa, impreparata e improvvisata.

Dal “sistema” brancacciano, fondato sulle clientele, sui favoritismi, sull’affarismo, sulle ingerenze criminali, sui privilegi dei pochi a danno dell’intera comunità, che ha prodotto una devastazione urbanistica e culturale senza precedenti, si è giunti all’amministrazione Villano, il cui scioglimento certifica che quel “sistema” è tutt’altro che sconfitto.

Un provvedimento di questa portata ha un iter complesso e non nasce dall’oggi al domani. L’accertamento delle ingerenze della criminalità organizzata in un Comune è conseguenza di un’attività di indagine che parte dalla decisione del Prefetto, presa sulla base di informative di polizia giudiziaria o in conseguenza di operazioni giudiziarie, che invia una commissione di accesso con il compito di analizzare tutti gli atti dell’Ente emessi dalla parte politica e dai tecnici, al fine di verificare se vi sia un qualsivoglia condizionamento mafioso. Il lavoro della commissione d’accesso non si ferma solo allo studio degli atti ma analizza anche le condotte e le frequentazioni degli amministratori, le gare di appalto e gli affidamenti di lavori e servizi, al fine di accertare se quel consiglio comunale, quell’amministrazione, quei tecnici e dirigenti comunali siano stati condizionati o meno dalle organizzazioni criminali”.