di DOMENICO VARONE
CASERTA – Il passato ci ha regalato un tesoro, e noi col nostro presente stiamo chiudendo la porta del futuro ai nostri figli. Mi piace iniziare così una breve riflessione sulla nostra tanto amata, quanto bistrattata città Caserta. Sono stufo di vedere classifiche nazionali che ci vedono da anni sempre negli ultimi posti come vivibilità, con tutti i parametri che essa contiene. Caserta era fino a qualche decennio fa una bomboniera: lavoro, settore commerciale, industriale, ricchezza che arrivava dai molti soldati di leva.
Poi a mano a mano politiche quantomeno strane, hanno fatto in modo che a poco a poco perdessimo tutto, lavoro, servizi turismo e sicurezza! Oggi è tutto raso al suolo, disoccupazione alle stelle con tante fabbriche chiuse e nessun programma serio di ricollocazione per chi nel corso degli anni ha perso il lavoro. Saint Gobain, Sofome, Union C. , 3M, Bove e Panzera, fino alle cave e Cementeria Moccia immolate in nome dell ambiente e di un Policlinico che nasce nel 2005 e che avrebbe dovuto essere consegnato in 1461 giorni, ed invece siamo già a 12 anni! Ma questo è il passato, e sa di polemiche.
Facciamo qualche proposta per il presente, fattibile e senza far sprecare soldi ai contribuenti, almeno gli onesti, che pagano (ma questa è un altra storia). Caserta è ormai noto a tutti, potrebbe creare un bel po’ di lavoro con il turismo, ma ognuno di noi ormai sa cosa significhi turismo mordi e fuggi. Nei pressi della Reggia, ci sono pochi posti dove mangiare e dormire. C’è un chiosco per informazioni sempre chiuso. Mancano navette che portino di continuo a Caserta Vecchia, San Leucio, e nelle piccole frazioni “piene di storia” dove trovi chiesette del 1113 (vedi il Santuario di Santa Lucia, sito a pochi chilometri dal centro, per fare un esempio). In accordo con la sovrintendenza, le forze politiche e le diverse associazioni, si potrebbe iniziare con una proposta semplice che applicano in tutti i posti turistici, ovvero che il primo giorno il biglietto si paga e il secondo si entra gratis. Questo creando bad and breakfast, piccole pensioncine economiche, proprio nelle vicinanze della Reggia (ad esempio nelle traverse di via Mazzini, via Colombo, traverse che vanno dal corso a via Roma). Ma soprattutto il turismo casertano, disorganizzato e poco ospitale, difficilmente farà arrivare famiglie con prole, che della cultura interessa poco o nulla. Sembra banale, ma basti pensare che nessuno più come 30 anni fa va a buttare il pane ai pesci della Reggia di Caserta. Quindi alla cultura bisognerebbe accoppiare qualcosa di ludico e che interessi la famiglia nella sua totalità. E su questo verrebbe buono il famoso e sempre tirato in ballo ogni 4 anni, come fosse un mondiale, il famoso Macrico. Stiamo parlando di un’area importante che potrebbe rilanciare sviluppo e occupazione. Il Macrico non è un problema, e potrebbe rappresentare una miniera d’oro per Caserta!
Proprio per quanto riguarda il Macrico, sento parlare di Università, orto botanico, centro aerospaziale. Tutte ipotesi interessanti, ma che porterebbero in città solo pullman da 50 posti per qualche ora. Iniziative che potrebbero invece creare turismo al Macrico sono sicuramente quelle indirizzate a bambini e ragazzi. Si dovrebbe quindi creare qualcosa per loro. Uno spazio tipo jurassik park con dinosauri a misura naturale, sale visioni 3D, Giochi (vedi Gardaland, Rainbow e Mirabilandia). Insomma strutture che non trovi facilmente al Sud. Vedere come Salerno con le luci (il cosiddetto Giardino Incantato) sia capace di creare un’ importante affluenza di turisti, denota una grande mentalità turistica. Un altro aspetto positivo di Salerno può essere la mancanza di Centri Commerciali a pochi chilometri dalla città (forse la classe politica non lo avrà permesso), come il C.C.Campania o il Vulcano Buono, che non fanno altro che peggiorare l’economia e il turismo della città casertana.
Per quanto riguarda invece la viabilità, il percorso dalla reggia al Macrico può essere facilmente percorribile a piedi, attraversando così tutta la città e passando quindi per il Corso, Via Mazzini, Via San Carlo, che godrebbero di quella visibilità che oggi hanno perso.
Difficilmente chi comprerà il biglietto per la Reggia, la visiterà anche il giorno successivo, ma la sera potrà restare in città per mangiare pizza, gelati, prodotti tipici, mozzarella, incrementando così l’economia cittadina. I negozi interessati potrebbero offrire uno sconto a chi è in possesso del biglietto e cosi via.
Navette che porterebbero chiunque al Belvedere o a Caserta Vecchia, tutto questo con spese minime per l’amministrazione. I soldi per il parco a tema potrebbero essere divisi in S.p.a tra imprenditori, grossi sponsor e Comune, in più chiedendo dei fondi alla Comunità Europea. In questo modo tutto rimarrebbe gestibile e si darebbe un tocco di classe alla città di Caserta, che per come è piccola dovrebbe essere una bomboniera e non un dormitorio, ma purtroppo oggi viviamo il contrario di tutto.
Queste sono le mie proposte per rilanciare la nostra amata Caserta!