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Don Giuseppe Diana: la diocesi di Aversa, nel 25° anniversario della morte lo ricorda con una lettera pastorale

Era il 19 marzo 1994, sembrava una giornata come tante, ma per i fedeli della diocesi di Aversa fu davvero una brutta giornata. In quel giorno di 25 anni fa, l’allora giovane don Peppe Diana, depose la sua vita ai piedi dell’altare sul quale stava celebrando.

Quel giorno l’intera comunità di Casal di Principe, del quale era pastore, rimase orfana. Nella chiesa vi era un nuovo martire. Il giovane sacerdote proprio 25 anni fa si stava apprestando a celebrare, quel giorno nel quale ricorreva anche il suo onomastico, si trovò di fronte due uomini che dopo aver chiesto, forse perché neanche conoscevano la loro vittima, chi fosse don Peppino, ebbero la risposta che cercavano: sono io.

Questo basto ai due per finirlo con ben cinque colpi di pistola calibro 7.65. I primi soccorsi, purtroppo, non servirono a rianimarlo. Fu in questo modo che la sua voce, che tante volte si era levata per denunciare, ora non poteva più essere ascoltata dai suoi fedeli.

Chi l’ha conosciuto può testimoniare quanto alti erano i suoi valori di giustizia e di legalità. Questi sono i motivi per i quali, oggi, a sua memoria, il Vescovo della Diocesi di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, lo ha voluto ricordare in una lettera pastorale: “Per amore, Sentinelle e Profeti”

La memoria di Don Peppino Diana e del suo sacrificio, scrive Mons. Spinillo,  deve essere per noi tutti come una rinnovata chiamata a superare le logiche di un vivere ancora rassegnato alla prepotenza e all’illegalità, e un reale e più efficace incoraggiamento a sviluppare, con serena franchezza di dialogo, una vitale unità di intenti e di azione orientate al bene comune.

 

 

 

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