DRASTICA RIDUZIONE DI POSTI LETTO ALL’OSPEDALE CIVILE DI CASERTA

di CIRO GUERRIERO

CASERTA – Civile? Meglio dire S.Anna e S. Sebastiano …metteteci la mano vostra…perchè tutto sembra fuorchè ‘CIVILE.

Nella foto allegata al presente articolo l’ultimo documento che elenca la falcidie di posti letto effettuata in questi giorni.

Ci sono reparti, che proprio in questo periodo dell’anno, dovrebbero funzionare a pieno regime dando il meglio di sè: la geriatria, con tutte le problematiche legate al rapporto tra gli anziani e le condizioni climatiche e socio-familiari dei mesi caldi. E ancora la neurologia, la pneumologia e la nefrologia.

A tutto questo deve aggiungersi il reparto di Chirurgia Generale : sembra che  in questi giorni sia chiuso.

Non c’è una sola ragione per considerare il selvaggio ed indiscriminato taglio di posti letto come un provvedimento di routine, di normale gestione, compatibile con il mantenimento di ordinari standard di offerta di servizi sanitari, erogati da un paese civile.

Intanto continua a persistere lo sconcio del ricovero in barella, soprattutto nei reparti di neurologia e medicina interna, sistema abituale applicato nell’ospedale civile di Caserta. Altro che ospedale ‘ CIVILE’ !

Attendiamo un miracolo…un’intercessione dall’alto… Mario Ferrante queste le sue parole datate 27 giugno 2017…

”…il mio obiettivo è anche quello di incrementare il numero di posti letto, portandolo a 650”

”…Questo dovrà essere l’ospedale di tutti, dai più ricchi ai più poveri, agli svantaggiati, agli immigrati…”

”…Farò curare il verde, che è un importante biglietto da visita. E farò anche attintare le pareti nei reparti dove c’è più necessità. In questi primi cento giorni farò un lavoro di organizzazione interno ma curerò anche l’aspetto esteriore. E tra settembre e ottobre saremo pronti per accogliere la visita del governatore Vincenzo De Luca.”

 

Confidavamo in un segnale forte, in appoggio a tante preparati professionisti che lavorano in azienda e che non sono messe purtroppo al margine da una maggioranza silenziosa di dipendenti dell’ospedale in questi anni ridotta al silenzio dalla cappa imposta da una oligarchia, fatta di privilegi e di prevaricazioni.