A colloquio con la castellana candidata al Senato nel collegio plurinominale Campania 1
CASTELVOLTURNO: ROSALBA SCAFURO: “PER STRAPPARE LA NOSTRA ZONA ALLA DEBACLE OCCORRE UNA VERA SVOLTA”
Forte la convinzione che soltanto una risposta maggiore dall’alto possa incidere sulla grave realtà locale
di RAFFAELE RAIMONDO
CASTELVOLTURNO – -Rosa Scafuro, dalla preziosa esperienza amministrativa nel Comune di Castelvoltuno a Palazzo Madama: un passaggio che sembra ardito; in effetti non è. Come ce lo commenta la candidata? “L’aver fatto l’assessore a Castelvolturno e continuando a svolgerne le funzioni mi mette tutti i giorni a contatto con la gente, con la povertà, con l’immigrazione, che sono temi fondamentali, ma anche di una gravità assurda. Il dato oggettivo che non si possano risolvere, perché i Comuni sono deboli, dissestati, fa sì che occorra una risposta maggiore, più lontana. Ecco, se questa cosa dovesse avverarsi e io potessi diventare veramente senatrice, sarei la senatrice di questi territori, deboli, poveri, che hanno bisogno di una svolta”.
Rosa Scafuro (per tutti Rosalba), di origini irpine, assessore comunale in carica con numerose e pesanti deleghe (Politiche Sociali, Assistenziali, dell’Integrazione, per la Salute e delle Pari Opportunità, Mobilità e Trasporti, Personale, Patrimonio e Beni Confiscati), è candidata capolista al Senato della Repubblica sotto il simbolo di Liberi e Uguali (LeU), nel collegio plurinominale Campania 1 (che comprende le province di Benevento, Avellino e Caserta).

Nella foto Rosa Scafuro con lo scrittore casagiovese Carlo Comes
Suoi omologhi in competizione, per il medesimo collegio – s’intende –, sono Valeria Fedeli (PD), Antonella Dragotto (+Europa), Rosa Suppa (Civica Popolare), Giovanna Gabriella Perrotta (Insieme), Alessandrina Lonardo (FI), Claudio Barbaro (Lega), Giovanna Petrenga (FdI), Paola Binetti (Noi con l’Italia), Vilma Moronese (M5S), Antonio Genzale (CasaPound), Raffaella De Vita (Potere al Popolo), Fabio Candalino (Popolo della Famiglia), Jacopo Estevan Rrenda (Per una Sinistra rivoluzionaria), Antonio Pepe (Partito Valore Umano) e Arnaldo Gadola (Ala). Insomma, un ministro (la Fedeli) e almeno due senatrici (Petrenga e Moronese) uscenti. Praticamente un serratissimo confronto i cui esiti sono titti nelle mani degli elettori.
E se si considera che – ovviamente calcolando l’agguerrita concorrenza frattanto proveniente dal Campania 2 (Napoli) e dal 3 (Salerno) – gli eleggibili col proporzionale, per l’intera regione, non dovranno superare le 18 unità, ce n’è abbastanza per far tremare le vene ai polsi alla maggior parte dei predetti aspiranti senatori della Repubblica. Ciononostante, Rosalba non demorde affatto, sa bene l’asprezza del viaggio, ma con straordinaria tenacia onora il suo impegno. Molto del suo successo è legato certamente alla consistenza complessiva dei consensi degli altri tre candidati che completano la lista di Leu: Gianluca Serafini, Ida Iasi ed Andrea Mongillo.
-I mali maggiori della provincia di Caserta. “La storia e la cronaca ci dicono che un ‘altro Stato’ finora ha governato questi territori. Le ‘zone grigie’ della politica italiana hanno deciso il triste destino della nostra area geografica, l’hanno abbandonata a sé stessa. C’è un ambiente oltraggiato, c’è una povertà fortissima e soprattutto non c’è lavoro: occorre una svolta vera!”.
Nella foto busto del dio Volturno esposto nel Palazzo Municipale di Castel Volturno
-La fedeltà al sindaco Dimitri Russo del Pd col quale lei quotidianamente collabora, da un lato, e il suo evidente desiderio di autonoma affermazione ideale e politica sulla nuova sponda di Liberi e Uguali: come si conciliano? Si configura una spaccatura interna all’Amministrazione, secondo Rosalba Scafuro, oppure è semplicemente un esercizio di libertà che peraltro potrebbe preludere, una volta aperte le urne, a nuove convergenze? “Assolutamente non c’è spaccatura all’interno dell’Amministrazione comunale, anzi posso dire che alla presentazione della mia candidatura a Castelvolturno il sindaco è venuto, ha portato i saluti, pur professandosi del Pd. Certo, devo aggiungere che anche il mio sindaco non è soddisfatto fino in fondo del lavoro manifestato dal Pd ‘sul’ nostro territorio ‘e’ per il nostro territorio. Pertanto, come dire, anche la mia esperienza potrebbe servire a ulteriormente rinforzare quell’ipotesi di impegno molto più vasto, articolato e finalmente sufficiente a far uscire la nostra zona da questa grande debacle”.
Cristallini convincimenti e passione politica di tangibile stampo etico-civile: gli occhi di Rosa confermano.