Elezioni provinciali, il TRIONFO DI MAGLIOCCA. Il coordinatore provinciale di ‘Noi con Salvini’ ENRICO TRAPASSI :”Magliocca, il cambio di passo. La politica non può votarsi da sola. Amministrate invece di pensare alle lotte interne alle coalizioni!”

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Il risultato emerso ieri dalle elezioni provinciali, che ha sancito l’inaspettata vittoria del centro-destra nella persona di Giorgio Magliocca, Sindaco di Pignataro Maggiore e attuale Presidente della provincia di Caserta, ha lasciato un po’ tutti “sbalorditi”, soprattutto coloro i quali prevedevano il largo successo del centro-sinistra e dunque di Carlo Marino.

Una vittoria che sancisce definitivamente la presenza di spaccature interne alla coalizione di centro-sinistra. Quella che tutti definivano la deluchiana “falange armata” fondata sull’asse Bosco-Zannini-Piscitelli evidentemente, anzi sicuramente non ha funzionato.

Sbagliato però è far passare la vittoria di Giorgio Magliocca solo ed esclusivamente come “demerito” degli avversari. Sarebbe da osservatori e critici dilettanti.

“Innanzitutto ci tengo molto – ha dichiarato Enrico Trapassi, coordinatore provinciale di Noi con Salvini – a fare i miei complimenti al brillante risultato ottenuto da Giorgio Magliocca, e i miei più sinceri auguri di un buon lavoro che son sicuro Giorgio farà. Magliocca è un amministratore che ha dimostrato di essere capace e sicuramente rappresenta un cambio di passo per la provincia di Caserta”.

A questo inaspettato risultato segue però una riflessione critica che bisogna inevitabilmente fare: da una parte la nuova “geografia politica” emersa dalle votazioni, dall’altra sicuramente il “ridicolo e insignificante” meccanismo elettorale che regola l’ente provincia.

“Per onestà intellettuale – ha continuato con decisione Enrico Trapassi – va detto che questo risultato della provincia di Caserta certifica due aspetti. Una è la vittoria di Giorgio Magliocca come uomo e come amministratore. L’altro aspetto è la crisi intestina che sta lacerando il centro sinistra casertano. Noto che molti stanno facendo la corsa, come capita spesso in queste situazioni, per intestarsi la vittoria di Magliocca, e credo sia un esercizio di poca onestà intellettuale”.

“Le provinciali – ha affermato Trapassi, andandoci a muso duro su quello che è il sistema elettorale delle provincie in Italia – sono elezioni di secondo grado, elezioni sui generis rispetto ad un paradosso tutto italiano che viviamo, ovvero quello di un ente che sulla carta doveva essere abolito, e che invece rimane con le dovute competenze ma senza i fondi per farci fronte. Elezioni dove possono candidarsi a presidente solo i Sindaci e dove possono votare solo i consiglieri. Insomma una votazione fatta dagli addetti ai lavori e dunque una cosa che personalmente non mi piace dal momento che ritengo fondamentale la scelta, la voce del popolo”.

Dopo la debacle del centro-sinistra casertano, e la conseguente sconfitta del candidato alla presidenza della provincia, avv. Carlo Marino, anche gli scenari interni al Consiglio comunale di Caserta potranno cambiare decisamente, andando a rompere quella sorta di “equilibrio” fatto con i contentini che il buon Marino era riuscito a ristabilire. Da non dimenticare che domani, in quel di Palazzo Castropignano, maggioranza ed opposizione dovranno approvare il bilancio.

“Chi è chiamato ad amministrare – ha concluso Enrico Trapassi – chi ha l’onere e l’onore di governare deve fare delle scelte adeguate all’interesse della città e dei cittadini. I cittadini reclamano giustamente risposte e soprattutto soluzioni alle tantissime emergenze del nostro territorio. Che ci siano guerre interne alle coalizioni francamente mi interessa ben poco. Mi auguro solo che da queste fratture interne non vengano bloccate le amministrazioni. Per quanto riguarda la città di Caserta, il centro sinistra che la sta governando sta facendo acqua da tutte le parti. Ad oggi non si vedono risultati degni di nota. Ed io continuo a dire che la priorità debba essere quella di affrontare le problematiche e le emergenze del territorio! La politica invece di pensare a votare se stessa, pensasse al cittadino!”.