ENTE IDRICO. E’ polemica sulla candidatura di Di Lauro. Cimmino: «Adirò le vie legali»

CASERTA – Se le bacchette politiche fossero una disciplina olimpionica, il centro-destra casertano vincerebbe indubbiamente la medaglia d’oro. Vi abbiamo scritto quest’oggi della presentazione dell’unica lista, “Acqua Democratica”, costituita da tutte le forze di centro-sinistra, per l’elezione suppletiva degli undici membri del consiglio dell’Ente Idrico provinciale (clicca QUI per leggere l’articolo).

Ad alzare la polemica è stato il Consigliere comunale di Pietramelara Pasquale Di Lauro, candidato per i comuni della Fascia B, il quale attraverso i social ha dichiarato: «Sono molto soddisfatto della mia designazione quale componente del Consiglio di distretto Caserta dell’Ente Idrico Campano. E’, per me , un onore rappresentare, in tale importante Ente, le istanze e le esigenze del territorio cui appartengo. Ringrazio il Presidente Magliocca ed il gruppo dirigente di Forza Italia per aver creduto nella mia persona e per aver indicato il mio nome per un ruolo che cercherò di assolvere con senso di responsabilità ed attenzione».

Alle parole di Pasquale Di Lauro sono subito seguite quelle del presidente della provincia di Caserta, avv. Giorgio Magliocca, che attraverso una dichiarazione “bugiarda” ha inspiegabilmente sottolineato: «L’intesa raggiunta fosse bipartisan, non capisco perché il centrosinistra parli di lista unitaria della loro parte. Abbiamo trovato l’intesa sulla strada da portare avanti all’Ato Idrico e certe dichiarazioni mi sorprendono, non poco». Insomma davvero un “atto marpionico”, del quale Giorgio Magliocca dovrà assumersi tutte le responsabilità.

Giustamente adirato per la situazione che si è venuta a generare nelle ultime ore, il segretario provinciale del Partito Democratico, Emiddio Cimmino, il quale ha dichiarato: «Se il presidente della provincia Magliocca non rettificherà sarò costretto ad adire le vie legali. Al tavolo al quale ci siamo confrontati per la formazione della lista unitaria del centro-sinistra, Giorgio Magliocca non c’è mai stato, né tanto meno è stato mai invitato. L’accordo bipartisan, così come lo definisce lui, lo ritengo una diffamazione, una calunnia».