Enzo Russo Spena, il 25 aprile sia il giorno della memoria e della riconciliazione nazionale

“È proprio sulla scia del ricordo di quel momento straordinario di mobilitazione popolare” – afferma l’ingegnere sannicolese – “che oggi abbiamo bisogno di commemorare con maggior entusiasmo la data del 25 aprile, in un periodo tanto travagliato e difficile per il popolo italiano che si trova a dover fare i conti con una situazione economica, politica, sociale e culturale senza precedenti nella storia del secondo dopoguerra".

SAN NICOLA LA STRADA – Con il pensiero rivolto a quanti caddero e a quanti si sono sacrificati e si sacrificano ancora oggi, in Italia e nel resto del mondo per difendere la libertà e la giustizia sociale, il consigliere comunale Enzo Russo Spena, in occasione del 74° anniversario della liberazione d’Italia, sottolinea come il popolo italiano, in un periodo buio della storia del Paese, sia riuscito con caparbietà e determinazione a combattere per l’affermazione di valori imprescindibili che hanno permesso di rendere il nostro paese libero e democratico.

“È proprio sulla scia del ricordo di quel momento straordinario di mobilitazione popolare” – ha aggiunto l’ingegnere sannicolese – “che oggi abbiamo bisogno di commemorare con maggior entusiasmo la data del 25 aprile, in un periodo tanto travagliato e difficile per il popolo italiano che si trova a dover fare i conti con una situazione economica, politica, sociale e culturale senza precedenti nella storia del secondo dopoguerra. Un momento di crisi che sta mettendo in discussione gli stessi principi democratici che i padri costituenti hanno sancito nella nostra Carta Costituzionale. C’è bisogno” – ha proseguito Russo Spena – “di tenere vivo il ricordo di come solo un impegno unitario ed una unità di intenti possa consentire ad un paese di superare passaggi storici complicati, guardando al futuro con senso di fiducia ed apertura, nel segno dei valori di libertà, pluralismo e democrazia, valori che devono vedere unite tutte le persone in un sforzo comune verso il rinnovamento e progresso democratico”.

Le prime forme di opposizione erano emerse chiaramente, già all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, a Cefalonia, a Porta San Paolo, in Sardegna e Corsica. Con alterne fortune, i militari italiani dettero subito prova dei loro veri sentimenti verso i nazisti, oramai chiaramente considerati come forza nemica ed occupante. “Bisogna guardare con rinnovata ammirazione” – ha concluso – “a chi seppe prendere in mano le sorti dell’Italia in un momento terribile della nostra storia. Ai protagonisti di quella difficile ma esaltante lotta per la libertà va rivolto il nostro memore pensiero e rinnoviamo i sentimenti di profonda gratitudine.

Ai più giovani additiamo l’insegnamento degli atti di eroismo e di estremo sacrificio, da Salvo D’Acquisto alle Fosse Ardeatine, senza dimenticare la fermezza ed il coraggio di migliaia di militari che, nei campi d’internamento, non cedettero né a lusinghe né a violenze”.