“Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti”

“Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti”

Mussolini nel film “ Sono Tornato”

Di Fiore Marro

Caserta 4 giugno 2018

L’ho visto e lo racconto.

“Continuate a usare parole straniere . Vi sentite così inferiori?” è una delle tante frasi  a “effetto” del personaggio di Mussolini, espresse nel film  ”Sono tornato” un’ opera cinematografica di genere commedia,  produzione 2018, diretta da Luca Miniero, con Massimo Popolizio e Frank Matano, che ha visto la sua prima uscita al cinema il 1 febbraio 2018. La pellicola, durata 100 minutié’ distribuita da Vision Distribution.

Sono tornato oltre essere diretto da Luca Miniero e scritto dallo stesso con Nicola Guaglianone.

La pellicola è un remake del film tedesco “Lui è tornato” del 2015, in cui veniva raccontato l’ipotetico ritorno di Adolf Hitler nella Germania odierna e le sue conseguenze. Nella trasposizione italiana, il protagonista è Benito Mussolini, interpretato da Massimo Popolizio.

Così come nell’originale tedesco il film è composto in buona parte da scene improvvisate in cui Mussolini  interagisce con persone ignare della finzione in atto, scatenando le reazioni più disparate.

Il film mette in evidenza la capacità della società mediatica contemporanea di eliminare qualsiasi traccia della memoria storica di una nazione, ma sopratutto impressione lo spettatore, per alcuni momenti drammatici, mettendo in risalto una realtà  riguardo il vuoto d’informazione vera a favore di una corsa spietata dei media, interessati non  alla notizia, ma solo allo share, in una continua ricerca dello scoop a ogni costo, che sta rendendo la nostra società priva di ogni emozione vera ma invece ci rende  “soli, invidiosi, e pieni di rancore” come appunto sottolinea “Mussolini” durante un monologo, proprio durante una partecipazione televisiva, il personaggio di Mussolini esprime in maniera forte  il concetto di tutto ciò che vado sottolineando, vale la pena riportare l’intero monologo, che è stato a mio sommesso avviso il momento clou del film:

“Avete tutti paura del silenzio, a fianco a me c’è un uomo con un cartello che dovrei leggere, è una barzelletta sugli immigrati, ma perché fare barzellette sugli immigrati, se avete dei topi in casa chiamate la disinfestazione mica un comico…

La televisione nella mia stanza di albergo è cosi sottile, una meraviglia dell’ingegno umano. E cosa vi fanno vedere in questa meraviglia dell’ingegno umano? Merda!!!!

Quando la crisi si fa sentire il popolo ha bisogno di non pensare,

Volete ridere!

E’ per questo che nel 1940 producevamo soltanto commedie, ma allora fu giusto così…

Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti, con la testa china a fissare lo schermo di un telefono, in uno stato di coma perenne, depressivo, che vi impedisce di guardare ciò che accade intorno a voi, siete senza sogni in balia dei media sociali che vi rendono: soli, invidiosi, e pieni di rancore. I giornali dicono che quella contro il terrorismo Islamico non si può chiamare guerra di civiltà, sono d’accordo, è una Guerra e BASTA! Non ridete, la notizia e che la stiamo perdendo prima ancora di cominciare a combatterla. Povertà Infantile, povertà fra i giovani, povertà fra gli anziani, disoccupazione, le nascite non sono mai state così basse. Non c’è da stupirsi… chi vorrebbe mettere al mondo dei figli se poi la loro massima aspirazione è quella di diventare dei cuochi.

Stiamo correndo incontro all’abisso! Avete bisogno di un messaggio WhatsApp che vi avverta che stiamo sprofondando?”

Al di là del personaggio negativo, messo ben in risalto alla fine del film, chi non si ritrova d’accordo con ciò espresso?

Un film che invito a vedere, anche perché le scene da Candid Camera raccontano di un Paese oramai senza speranza.