ESCLUSIVA. Cardiologi in fuga dal covid hospital

Maddaloni. A quasi un anno dalla conversione dell’ospedale di Maddaloni in covid hospital val la pena fare il punto della situazione in questo momento. Premesso che il virus è ancora tra noi, con tutte le varianti del caso già previste tra l’altro ( tutti i virus mutano, e oggi che siano tutti novelli epidemiologi, virologi e tanto altro lo abbiamo ripetuto come un mantra quest’estate!). La campagna vaccinale è partita, meno spedita degli annunci e delle previsioni , ma procede.

Il covid hospital è ancora indispensabile per la cura dei pazienti affetti da covid. Oggi la medicina del territorio, a distanza di un anno, è in grado di gestire i paucisintomatici e i casi più lievi. Ma per i casi più gravi, che sono di ogni età ( ormai sappiamo anche che non esiste una fascia d’età preferenziale) il ricovero rimane l’unica soluzione.

Tanto che, ad oggi, l’ospedale di Maddaloni ospita circa 50 pazienti nei reparti e poco meno di una decina in terapia intensiva. Insomma si lavora a pieno ritmo, come nei mesi scorsi. Ma con una differenza: qui quello che è variato è il personale sanitario, notevolmente diminuito nell’ultimo periodo. Ebbene sì, nonostante il ” tutto esaurito” o quasi dei posti- letto, medici ed infermieri non sono in numero sufficiente e quelli rimasti, provati da un anno terribile, continuano a ruotare con turni estenuanti.

Per tal motivo, a loro supporto, in orario pomeridiano, è stato stabilito dalla direzione generale, di affiancare ai medici dei reparti i cardiologi che sono già presenti in ospedale con il loro turno 14.00-20.00, come affiancamento e supporto, tra l’altro di una branca pertinente alla cura del coronavirus.

Accade però che i cardiologi coinvolti, fin dal primo momento, hanno sempre evitato di accedere ai reparti, presentando certificato di malattia. Eppure sono tutti vaccinati e sono medici di quell’ospedale che dovrebbero coadiuvare l’operato dei colleghi, in attesa, si spera, di nuove leve, a rinforzare l’organico ormai decisamente provato per i risvolti psicologici oltre che per il super lavoro.

Questa la fotografia del covid hospital di Maddaloni, che sta per compiere il suo primo anno di esistenza sul territorio. Continua a salvare vite, ma che si sappia con quante difficoltà. Loro non vogliono essere chiamati eroi, non amano i riflettori, e lavorano instancabilmente in silenzio. Lo facciamo noi per loro, perchè se deve andare tutto bene, serve lo sforzo e l’impegno di tutti. Nessuno escluso.