È scoppiato intorno alle ore 13:00 di questa mattino, lungo il Viale Carlo III, all’altezza delle cosiddette “Casermette” (una volta facenti capo all’Esercito già durante la 2^ Guerra Mondiale, tanto che ospitò anche i militari USA che occuparono anche l’attiguo “Molino Palomba” per ospitarvi il comando USA ed i militari), in tenimento di San Nicola la Strada, un grave e dannoso incencio. L’incendio deve essere molto forte se sono state contate tre autobotti dei Vigili del Fuoco di Caserta. Al momento non si conoscono le cause dell’incendio, anzi da alcuni automobilisti presenti sul posto (tutto il Viale Carlo III è attualmente bloccato) pare che le fiamme siano scoppiate anche sul lato opposto del Galoppatoio Est. Dal dicembre del 1945 le “Casermette” di Viale Carlo III^, a un tiro di schioppo dalla Reggia vanvitelliana di Caserta, accolsero, tra gli altri, William Jefferson Blythe: il papà del futuro presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, assegnato in Italia, durante la Seconda guerra mondiale, dopo essere stato in Egitto.
Le ex Casermette sinora non sono state ancora “bonificate” nonostante siano piene di amianto. Anzi, qualche anno orsono, quando scoppiò l’emergenza migranti qualcuno ebbe l’infelice idea di allocare in migranti in quell’area e di ospitarvi i CIE. In quell’area, intervenne anche l’ASL Caserta – Unità di Prevenzione Collettiva, settore igiene e sanità pubblica – che, con nota prot. 1931/UOPC/2012, chiese all’Amministrazione comunale di San Nicola la Strada, a guida del sindaco Pasquale Delli Paoli, “…di prendere adeguati provvedimenti per la bonifica dei materiali di copertura in presunto cemento amianto, di tutta l’area casermette “Baraccamenti del Molino Palomba”. Un provvedimento, questo, che era atteso da anni e non sappiamo quanti danni potrebbe aver causato i ritardi dell’ASL. Negli anni precedenti, le “casermette” furono messe all’asta dal Governo e nessuno ne ha mai saputo approfittare. Infatti, nel decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – nr. 293 del 18.12.07, il Direttore Generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa, d’intesa con il Direttore dell’Agenzia del demanio aveva individuato i beni immobili che passeranno nella disponibilità dell’Agenzia del Demanio per essere assoggettati alle procedure di valorizzazione e di dismissione di cui al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. Tra questi immobili il Ministero della Difesa selezionò i “Baraccamenti del Mulino Palomba”.
L’ex Sindaco Angelo Antonio Pascariello già nel lontano 2001 scrisse al Ministero della Difesa offrendo 25 milioni del vecchio conio per l’acquisto dell’area. Da allora non è mai giunta neppure una risposta negativa. A luglio 2007, il Ministero scrisse al sindaco e chiese se fosse ancora intenzionato all’acquisto di una parte dell’area (circa 12.500 metri quadrati), perché sulla restante parte la Difesa aveva intenzione di costruire alloggi per i militari. L’amministrazione comunale, con atto deliberativo, autorizzò il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, settore lavori pubblici, a predisporre tutti gli atti necessari alla realizzazione di uno studio di fattibilità per l’acquisizione e/o permuta dell’area retrostante l’ex Mulino Palomba, denominata “Baraccamenti”. Quest’area per la sua posizione urbanistica avrebbe potuto essere utilizzata dal Comune per l’allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per l’istruzione, per la promozione delle attività di solidarietà e per il sostegno delle politiche dei giovani, nonché per le pari opportunità. Da allora ad oggi si sono perse le tracce di qualsiasi atto preparato ed approvato dall’Amministrazione comunale, forse perché per bonificare l’area dall’amianto ci vorrebbero centinaia se non milioni di euro e di questi tempi chi ce li ha tutti questi soldi ?