di RAFFAELE RAIMONDO
MONDRAGONE – E’ un Giovanni Schiappa tonico l’ex sindaco che parla nella settimana ferragostana. Riafferma infatti, prima di tutto, una volontà-cardine: “Siamo impegnàti per una Mondragone che guardi al futuro, non al passato”.
Preciso segnale per chi lo volesse immaginare distratto, rinunciatario. Ancora troppo recente la ferita della débâcle elettorale, ma rimarginata abbastanza per suggerirgli proclami sereni e proposte cui in fondo ha lavorato seriamente da “primo cittadino”.
In riferimento a che cosa interviene? Facile a indovinarsi: a beni culturali e politiche sociali per Mondragone, la città che con la sua gestione politico-amministrativa ha conosciuto opere nuove comunque. E vettori culturali: fra i tanti ricordiamo il 70° Anniversario della Costituzione ed il sostegno morale (apertamente condiviso con Lucia Smirne) a ben quattro edizioni del Premio “Michele Fusco” che ha sollecitato l’attenzione-partecipazione di centinaia di scolari mondragonesi su tematiche-problematiche di alto interesse educativo.
Ecco, testuale, la sua dichiarazione: “Sempre meglio il binomio beni culturali e politiche sociali a Mondragone: continua l’attivita’ di sensibilizzazione nei confronti della Comunità territoriale e non solo. Dopo il percorso per non vedenti al Museo civico archeologico “Biagio Greco” e il percorso podotattile al rinnovato centro storico cittadino, arriva il momento del progetto di restauro, allestimento, video guida L.I.S. e valorizzazione della raccolta museale denominato “LISANTI – I segni nel linguaggio e nell’arte: il racconto pittorico della Chiesa della Rocca Montis Dragonis”, approvato con deliberazione di Giunta n. 81 del 28 aprile 2017 del Comune di Mondragone ed approvato con Decreto dirigenziale n. 114 dello scorso 9 agosto 2017 della Direzione generale per le politiche culturali e il turismo, riconoscendolo fra le migliori realizzazioni progettuali di cui si richiedeva finanziamento in tutta la Regione Campania.
Dare spazio al linguaggio dei segni all’interno della nostra prestigiosa struttura museale permetterà non solo di ampliare l’offerta comunicativa, ma allo stesso tempo anche di potenziarne quella espositiva. A completamento delle attività progettuali – magistralmente dirette e coordinate da Luigi Crimaco e Marianna Musella – sarà possibile ammirare una parziale ricostruzione dell’affresco della chiesa rinvenuta durante le campagne di scavo archeologico sulla Rocca Montis Dragonis, nonché la realizzazione di una videoguida L.I.S. consultabile attraverso una piattaforma dedicata. Questa e’ la Mondragone che ci piace, una Città che sa valorizzarsi e valorizzare chi è meno fortunato”. Scusino Lor Signori, se è poco.
Son due, tutto sommato, i pilastri del discorso: coinvolgimento informativo-formativo dei soggetti diversamente abili e “passato”. Sul primo nulla quaestio, anzi ammirazione per la sensibilità umana, politica, istituzionale. Sul secondo, beh, va apprezzato l’intento di seppellirlo, ma ciascuno sa quanto esso picchi duro sul presente e influenzi il futuro.
Senza far psicologia d’accatto, si può dire che il passato è segno, memoria, maestro: in tutti i sensi. Smontandolo, riaffiorano sogni e bisogni, sorrisi e lacrime, odori e sudori. Quel che il sindaco Schiappa ha seminato, resta. Come restano gli errori, specialmente di natura strategica.
Allora puntare al “futuro” diventa pure una liberazione, diventa alba di una nuova stagione cui egli non vuole sottrarsi, ma che anzi abbraccia come una croce diversa da quella che ha portato fino alla primavera di quest’anno 2017, una rigenerante croce di rinnovamento, per il bene della collettività alla quale s’è dedicato e intende ancora dedicarsi. Guai se così non fosse…
Nella foto l ‘ex sindaco Schiappa e l’assessore Smirne al Premio FUSCO