Esclusiva. Ospedale di Maddaloni. Il punto della situazione

Un mese fa, il 28 giugno, è stato riaperto il Pronto Soccorso destinato ai pazienti covid o sospetti tali all’ospedale di Maddaloni. In questo arco di tempo, su circa 50 pazienti recatisi al Pronto soccorso, provenienti dal territorio o da altri ospedali, solo 1 è risultato affetto da coronavirus. Pertanto, il direttore generale dell’ASL di Caserta Di Girolamo Faraone, ha comunicato, nei giorni scorsi, con una circolare, che dovranno accedere all’ospedale di Maddaloni solo ed esclusivamente pazienti che già sono risultati positivi al tampone rino – faringeo.

Cambiano, dunque, dopo un mese le modalità di accettazione, per assicurare il miglior setting assistenziale, si legge nella circolare.

Questa nuova situazione rilancia l’imminente e improrogabile apertura della riabilitazione respiratoria post covid, fortemente richiesta dal territorio. Un’apertura che, al momento, appare l’unica possibilità per il rilancio di una struttura che con l’abbassamento dei casi di positività rischia il crollo totale.

Comitati e riunioni ad hoc in campagna elettorale lasciano il tempo che trovano. Avevano un senso qualche anno fa, prima che fosse stilato il piano regionale della sanità con l’ottimizzazione dei reparti e la creazione dei presidi. Covid a parte, si sa da anni che all’ospedale di Maddaloni dovevano rimanere solo alcuni reparti. L’unica cosa su cui bisogna tenere alta l’attenzione, a prescindere dalle imminenti elezioni, è la garanzia che, dopo la fase covid, riapra realmente il pronto soccorso per tutti e rimangano i reparti di ortopedia, neurologia e cardiologia, oltre la medicina e la pneumologia. Questo è stato scritto, questo è previsto e se in passato, con grandi movimentazioni non si è riuscito a cambiarlo, non ci si riuscirà certo ora a giochi fatti.

La struttura continua ad essere punto di riferimento per tutti i pazienti acuti positivi al covid -19 dell’ASL di Caserta.
Intanto procede a pieno ritmo la sperimentazione in corso insieme alla clinica medica del prof Adinolfi della Federico II di Napoli su di un farmaco antivirale che al momento appare dare buoni risultati. Si parla di negativizzazione del tampone nasofaringeo già dopo la terza giornata di trattamento. Si perfeziona la terapia, si velocizzano i tempi. Il virus c’è ancora e fa ancora paura. Ma sapere che la medicina ha fatti dei grossi passi in avanti nella conoscenza della patologia e nella terapia che sta diventando, oltre che efficace, rapidissima nei tempi, ci tranquillizza oltremodo.
Attualmente sono 16 i ricoveri al nosocomio di Maddaloni. Di questi 3 sono in dimissioni.

Alcuni di loro sono stati curati proprio con questa terapia sperimentale della negativizzazione del tampone in 3 giorni.

a nuova situazione rilancia l’imminente e improrogabile apertura della riabilitazione respiratoria post covid fortemente richiesta dal territorio che al momento appare l’unica possibilità per il rilancio di una struttura che con l’abbassamento dei casi di positività rischia il crollo totale