Ci sono fenomeni sociali che hanno una diffusione così rapida da rompere qualsiasi schema e infrangere record di continuo. Il fenomeno che sta spopolando negli ultimi anni, soprattutto tra i più giovani, è quello degli eSports.
Circa dieci anni fa si affacciavano come fenomeno di nicchia, con tanti appassionati ma ancora pochi eventi organizzati. Come in ogni cosa, il denaro è un fattore da tenere sott’occhio per capire l’importanza e l’interesse che uno sport sta generando.
I numeri del fenomeno – Per quanto riguarda gli eSports l’incremento è stato esponenziale, a sottolineare la crescita d’interesse da parte degli investitori e sponsor che stanno lavorando tanto, e spendendo tantissimo, per far spiccare definitivamente il volo a tutto il movimento eSportivo.
La società EEDAR tiene sotto osservazione questo fenomeno dal 2010. In quell’anno, in tutto il mondo, erano stati messi in palio 3 milioni di dollari come montepremi per tornei e competizioni eSport. Già nel 2011 si era saliti a 8 milioni, nel 2013 sono stati divisi 17 milioni, 75 milioni nel 2015 e ben 121 milioni nel 2017 che sono diventati 149 per il 2018. Nel 2019 la cifra è di circa 175 milioni di dollari.
Se queste cifre vi fanno effetto, considerate che EEDAR non ha incluso Fortnite di Epic Games, il videogioco del momento, che sta investendo più di tutti. Infatti, per il biennio 2018/19 lo sviluppatore della Carolina del Nord, ha messo sul piatto più di 100 milioni di dollari per spingere a livelli stratosferici il suo titolo di punta Fortnight: Battle Royal che sta facendo impazzire tutti i ragazzi del pianeta.
Le “discipline” più premiate – Per i meno giovani che osservano questo fenomeno con curiosità, i nomi che saranno elencati di seguito diranno poco o nulla. Ma è doveroso ricordare quali sono le discipline più praticate nel mondo degli eSports.
League of Legends, abbreviato in LoLe sviluppato da Riot Games nel 2009, rientra nella categoria dei MOBA (Multiplayer Online Battle Arena, in italiano Arena di Battaglia Multigiocatore in Linea) dove due squadre composte da diversi giocatori si sfidano su di un territorio condiviso. L’obiettivo primario è quello di distruggere il QG del team avversario. Ciascun giocatore sceglie un eroe da gestire e partecipa all’azione coordinandosi con tutti gli altri membri del suo team. I tornei di LoL sono divisi in franchigie e per il 2019 sono stati distribuiti oltre 2 milioni di dollari.
DOTA 2 è sicuramente uno dei titoli che fin da subito ha lasciato il segno sul mercato, è anch’esso un MOBA ed è sviluppato da Valve nel 2013. Le differenze con LoL sono dovute principalmente alla grande profondità delle mappe e a una difficoltà maggiore di gioco. Inoltre premia le capacità strategiche e meno i riflessi, ciò lo rende favorito a una fetta più ampia di pubblico. Il montepremi del torneo mondiale del 2019 è stato 8,37 milioni di dollari per un totale di 169 milioni distribuiti in 8 anni. Sicuramente il Re degli eSport.
Poker Online: non è un videogioco specifico ma è da considerarsi a tutti gli effetti un eSport essendo uno tra i giochi online più in voga da anni. Diventato un vero sport anche grazie a dei campioni che hanno seriamente intrapreso la carriera da Pro Player. I montepremi di questo gioco vengono registrati dalla All Time Money List, una graduatoria mondiale dei pokeristi più vincenti. Il primo in assoluto, con 55.505.630 dollari vinti è Bryn Kenney, che ha raggiunto la vetta lo scorso agosto. Al secondo posto c’è, con 018.780 di dollari, Justin Bonomo, per ora, culmine di una scintillante carriera. Al terzo posto, con 43.024.087 dollari, si trova Daniel Negreanu uno dei volti più popolari del poker mondiale.
SMITE, anche questo della categoria MOBA, è un gioco creato nel 2014 da Hi-Rez Studios che si distingue per la sua giocabilità in terza persona, anziché in prima persona come DOTA e LoL, inoltre i personaggi selezionabili comprendono divinità religiose e mitologiche. Dopo la prima edizione del 2015, che distribuì 2,6 milioni di dollari, nel campionato mondiale 2019 il montepremi è stato di “solo” 1 milione.
Call of Duty, abbreviato in CoD, è un FPS (first person shooter, in italiano sparatutto in prima persona) pubblicato da Activision dal 2000 e arrivato alla 16° edizione chiamata Modern Warfare. In passato presentava scenari da Seconda guerra mondiale che sono stati successivamente resi più attuali. Presenti tutte le classiche modalità di gioco FPS ma denota una personalizzazione e velocità d’azione notevolmente superiore. La CoD World League, per il 2019, ha raggiunto un montepremi da 2 milioni di dollari.
Fortnite: Battle Royale, è uno TPS (third person shooter, in italiano sparatutto in terza persona) creato da Epic Games nel 2017 e vede 100 giocatori su di un’isola a combattere tra di loro, divisi in squadre, a coppie o individualmente. Ognuno dovrà esplorare la mappa alla ricerca dei migliori equipaggiamenti possibili, evitando le trappole e sparando ai nemici. La Fortnite World Cup del 2019 ha avuto un montepremi da 30 milioni di dollari. E al Castello Ducale di Sessa Aurunca è stata giocata la prima edizione della “Castle Cup” durante Auruncomics
PlayerUnknown’s Battlegrounds, abbreviato in PUBG, ha riscosso molto successo fin dalla sua uscita nel 2017, scavalcando DOTA 2 come numero di giocatori in contemporanea (3 milioni il suo primato nel 27 dicembre 2017). Anche questo è un Battle Royale, sviluppato in Corea del Sud da Bluehole, che paracaduta fino a 100 giocatori su di un territorio che si restringe pian piano. Si può giocare sia in prima che in terza persona e, ovviamente, alla fine… Ne resterà solo uno! Il torneo mondiale di PUBG ha visto sfidarsi giocatori da tutto il mondo per un montepremi da 2 milioni di dollari.
Premi individuali – Ovviamente questi non sono, per adesso, le cifre vinte dai singoli campioni, piuttosto sono il denaro che gli organizzatori, i publisher e gli sponsor hanno messo in palio e che viene diviso tra i partecipanti. Il premio più grosso vinto da un singolo giocatore è stato quello di Kyle Gersdorf che ha guadagnato 3 milioni di dollari alla Fortnite World Cup. I più proficui sono invece i cinque membri del team OG, vincitori al mondiale di DOTA 2 nel 2018 e nel 2019, che hanno guadagnato 5,36 milioni di dollari a testa in totale.
La competizione negli eSports è altissima e il livello di difficoltà sale rapidamente di anno in anno. Inoltre sono milioni i partecipanti ai tornei di qualificazione ma, in queste discipline sportive, c’è spazio davvero per tutti.

