Estorsione aggravata: condannati Franco Galante e Maurizio Di Puorto.

Clan dei casalesi in Versilia.

L’indagine, iniziata nel 2009 per catturare l’allora latitante Antonio Iovine,  prese un’altra strada portando i detective delle squadre Mobili di Firenze e Caserta a concentrarsi sugli affari delle famiglie Schiavone, Russo e Iovine in Versilia e precisamente a Viareggio. Una serie di intimidazioni ed estorsioni a molti imprenditori in quel territorio, tutti originari del casertano. Compaesani e vecchi affiliati diventavano le prime vittime delle estorsioni per assicurare la latitanza all’allora capoclan e primula rossa. La Prima sezione penale del Tribunale di S. Maria Capua Vetere presieduta dalla dott.ssa Roberta Carotenuto ha condannato Franco Galante, difeso dall’avv. Massimo Landi, a 6 anni e 9 mesi di reclusione e Di Puorto Maurizio, assistito dall’avv. Costantino Puocci, a 2 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso.  Imputato coi primi due anche Nicola Garzillo, assolto su stessa richiesta dello stesso PM della DDA Catello Maresca che per i primi aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione e 5000 euro di multa. L’indagine era partita – era il 5 novembre del 2010 –  quando la DDA aveva intercettato alcune conversazioni dalle quali emergeva che un gruppo di Casalesi era partito dai paesi casertani e si era diretto a Viareggio e dove aveva immediatamente contattato Maurizio Di Puorto per poi recarsi da un imprenditore del luogo, il tutto e poi stato confermato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Martino.

Ross.Ni.