Europee 2019 in provincia di Caserta. Sicuri che sia tutto come appare?

CASERTA – Terminati gli scrutini delle elezioni europee di domenica scorsa è arrivato il momento di analizzare il voto, dato che in politica quello che fa la differenza nei tavoli che contano a livello comunale, provinciale e regionale (e di certo questo non lo scopriamo noi) sono i numeri o meglio i consensi ottenuti dalla classe dirigente del territorio.

In provincia di Caserta il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto la più alta percentuale di preferenze, esattamente il 32,39% ovvero ben 115.401 voti. Tuttavia vi è un dato schiacciante che riguarda i pentastellati e che fotografa perfettamente quello che è in realtà un voto d’opinione e poco strutturato: due elettori su tre che hanno votato il M5S in provincia di Caserta si sono recati alle urne per apporre il proprio voto solo ed esclusivamente sul simbolo; mentre solo il 34,64% ha espresso la propria preferenza sui candidati.

Situazione analoga, anzi ancora più preoccupante si è verificata in casa Lega. Perché se è vero che la Lega è risultato il primo partito d’Italia, è pur vero che in provincia di Caserta vi sono un paio di cose che balzano subito all’occhio. Innanzitutto circa il 34% dei supporters leghisti si è recato alle urne solo per votare il simbolo, ma soprattutto più del 20% vota solo il leader Matteo Salvini. Dunque nemmeno la metà di chi ha votato Lega si è recato ai seggi per esprimere la propria preferenza sugli altri candidati. Questo a dimostrazione del fatto che il voto per la Lega è stato solo un voto d’opinione, un voto televisivo e soprattutto un voto derivante dall’assenza di una classe dirigente leghista considerata credibile o quanto meno radicata sul territorio.

Di tutt’altra “caratura” è stato invece il risultato ottenuto dal Partito Democratico in Terra di Lavoro. Innanzitutto va sottolineato che la compagine dei Dem si è presentata a queste elezioni europeesenza candidare il proprio leader nazionale Nicola Zingaretti, il quale avrebbe potuto di certo portare acqua al mulino del partito. Ma non è tutto. In realtà il dato che taglia letteralmente la testa al toro è l’altissima incidenza dei candidati nel risultato finale del PD. Se consideriamo solo le preferenze che hanno ottenuto i tre più votati in Terra di Lavoro tra le fila PD ovvero Nicola Caputo (19.743 voti), Franco Roberti (13.463 voti) e Pina Picierno (9.513 voti) esse superano di gran lunga le preferenze complessive di tutti i candidati del M5S ed altrettanto di tutti i candidati della Lega (escluso ovviamente il leader Salvini).

Tutto ciò testimonia che in politica vi sono vittorie apparenti ma allo stesso tempo sconfitte vincenti.