DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
F1 BRASILE INTERLAGOS – Lewis Hamilton dopo esser entrato di diritto nella leggenda della F1 con il suo quinto titolo mondiale, il secondo consecutivo e il quarto negli ultimi cinque anni, il pilota inglese stacca Sebastian Vettel ed Alain Prost eguagliando il mitico Juan Manuel Fangio. Nel mirino di Hamilton c’è ora soltanto Michael Schumacher, recordman assoluto con 7 titoli Mondiali. Il pilota della Mercedes ha già battuto il primato di Schumi per quanto riguarda le pole position (81 contro 68), mentre resta ancora lontano per quanto riguarda i Gran Premi vinti con il tedesco che ha trionfato 91 volte contro le 71 di Hamilton. Dal suo esordio in massima categoria, si è aggiudicato almeno una gara e una pole position durante il campionato mondiale, il che lo rende l’unico pilota nella storia della massima formula a esserci riuscito dalla prima stagione per dodici annate consecutive.
Insomma, a 33 anni il fenomeno di Stevenage può essere considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi e sicuramente il più forte di questo inizio di terzo millennio. Amante della bella vita, attivissimo sui social e frequentatore dello showbusiness, Hamilton è ormai diventato un campione che va aldilà dello sport. Celebrato in tutto il mondo, nella classifica di Forbes degli atleti più pagati al Mondo figura al 12esimo posto con 51 milioni di dollari (42 milioni di stipendio e 9 provenienti dagli sponsor). Sotto contratto fino al 2020 con la Mercedes, il pilota inglese a questo punto può davvero puntare a raggiungere Schumacher per numero di titoli mondiali vinti.
Hamilton ha festeggiato il Mondiale in Messico, con un quarto quarto posto, titolo tutto sommato meritato e probabilmente uno, se non quello che ha regalato maggiori soddisfazioni al pilota inglese, ma non ‘DOMO’ il cannibale anglo caraibico, CON UN APPETITO alla vittoria ‘insaziabile’ è salito sulla casella più alta del podio anche in Brasile ad Interlagos, dopo una gara rocambolesca, scattato dalla pole position ha resistito all’attacco di Vettel al via mantenendo la I posizione dopo la pole position guadagnata nelle prove.
Una gara più tesa e combattuta del solito, vince ancora lui, pur non essendo stato il più veloce in pista: quest’anno all’inglese gira tutto per il verso giusto bravo e fortunato, ma ancora una volta impeccabile, spremendo il massimo dalla monoposto e gestendo quando i problemi alle gomme e al motore suggerivano di usare anche la testa oltre che il piede destro. E allora voto 9, per una continuità e capacità di concentrazione ormai pari al suo talento naturale. Campione sempre e comunque.
Ad esaltare il pubblico però è stato soprattutto Max Verstappen, autore di una gara incredibile per velocità e decisione con cui si è sbarazzato uno dopo l’altro di tutti i suoi avversari: certo la Red Bull almeno in gara si è rivelata la monoposto da battere, però l’olandese ancora una volta ha dato l’impressione di riuscire a farla volare come nessun altro sarebbe riuscito a fare. Basti pensare alla facilità con cui ha superato le Mercedes, con un motore meno potente, dove invece le Ferrari hanno penato esageratamente. Nel contatto con Ocon l’olandese è più che altro vittima, e se il proverbiale senno di poi suggerisce che in fondo poteva essere più cauto quando il francese si è affiancato a lui, va detto che la manovra di quest’ultimo è davvero difficile da concepire nella F1 di oggi, con gli attuali regolamenti, e in ogni caso “poi” sono capaci tutti, ma proprio tutti. A fare certe cose, invece, riesce solo lui, Max Verstappen un po’ irruento. Voto 9, vittima innocente. Nel post gara un aggressione quasi fisica dell’olandese che infuriato si è diretto nel box del collega ‘rivale’ il quale pur non essendo in lotta per la vittoria a suo dire lo ha danneggiato ostacolandolo senza apparente necessità facendogli perdere l’opportunità di vincere l’ultimo GP stagionale.
Terzo Raikkonen, autore di una gara solida, anche se impiega una vita per passare Bottas e lì compromette le sue possibilità di lottare per la vittoria. Il finlandese forse pecca un po’ di aggressività, ma paga anche una strategia non azzeccata nella scelta delle gomme – quella che in teoria avrebbe dovuto fare la differenza… – e forse anche una monoposto meno veloce del solito in rettilineo. E allora voto 7,5, perché probabilmente più di così era difficile fare.
Ha provato fino all’ultimo a soffiargli il podio Ricciardo, autore di una bella rimonta dopo l’ennesimo handicap tecnico: l’australiano è bravo a sbarazzarsi di Bottas, però contro Raikkonen non ce la fa e così si deve accontentare di un 4° posto che gli va stretto. Avrebbe meritato di più, anche se Verstappen ha dato l’impressione di viaggiare su un ritmo inavvicinabile anche per lui. Voto 7,5, sempre in rimonta.
Alle sue spalle, finalmente, Bottas: diciamo “finalmente” perché mentre Hamilton viaggiava in testa il finlandese arrancava, attaccato un po’ da tutti, e stavolta non si trattava di una strategia studiata ai box, semplicemente non ne aveva per andare più forte. Quest’anno, con una monoposto vincente ma un po’ meno astronave, la differenza tra Hamilton e Bottas si è amplificata e la gara di Interlagos ha confermato purtroppo per il finlandese che se viene trattato come seconda guida un motivo c’è…. Voto 5,5, rallentatore.
Solo 6° Vettel, dopo un sabato da grande protagonista: la sensazione è che avere perso la posizione su Bottas al via l’abbia messo un po’ in crisi. A fine gara il tedesco fa riferimento a difficoltà di bilanciamento della monoposto, la stessa però con cui al sabato aveva sfiorato la pole position… Qualche dubbio è lecito, anche se i ferraristi vorrebbero tanto non averne, ma dopo un mondiale gettato al vento non basta una bella prova in Messico per ricostruire la fiducia perduta. Voto 5, smarrito.
Dopo la vittoria del suo pilota di punta, la Mercedes si aggiudica anche il titolo costruttori, un en plain pieno della casa tedesca con la stella a tre punte che ha battagliato contro un’ottima Ferrari per tutto l’anno motoristico, una rossa molto affidabile, ma che ha pagato a caro prezzo gli errori di Vettel anche se nello sport vince il più forte, Hamilton si è dimostrato superiore al tedesco sulla Ferrari che dovrà riprovarci il prossimo anno.
Alcuni momenti del GP di Interlagos.
VETTEL SI COMPLIMENTA CON IL RIVALE VINCITORE
LA FELICITA’ DEL CAMPIONE MONDO SUL PODIO
Ecco le classifiche piloti e costruttori aggiornate dopo il Gran Premio del Brasile, penultimo appuntamento del Mondiale 2018 di Formula 1
CLASSIFICA PILOTI
01. Hamilton 383 punti
02. Vettel 302
03. Raikkonen 251
04. Bottas 237
05. Verstappen 234
06. Ricciardo 158
07. Hulkenberg 69 i
08. Perez 58
09. Magnussen 55
10. Alonso 50
11. Ocon 49
12. Sainz 45
13. Grosjean 35
14. Leclerc 33
15. Gasly 29
16. Vandoorne 12
17. Ericsson 9
18. Stroll 6
19. Hartley 4
20. Sirotkin 1
CLASSIFICA COSTRUTTORI
01. Mercedes 620 punti
02. Ferrari 553 punti
03. Red Bull 392 punti
04. Renault 114 punti
05. Haas 90 punti
06. McLaren 62 punti
07. Force India 48 punti
08. Sauber 42 punti
09. Toro Rosso 33 punti
10. Williams 7 punti







