FEMMINICIDIO | L’Assessore Maddalena Corvino: “Lo Stato deve prendere piena coscienza del fenomeno, basta alla retorica”

Ieri il convegno "Femminicidio, quando l'amore diventa ossessione" presso la Feltrinelli di Caserta

Nella giornata di ieri, presso la Libreria Feltrinelli di Caserta, si è tenuto il convegno dal titolo “Femminicidio, quando l’amore diventa ossessione”, organizzato e moderato dal Dott. Renato Calzolaio in collaborazione con Centro Antiviolenza ‘Noi Voci Donne’, Movimento Autonomo Avvocati telematici e Associazione Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

In una sala gremita di partecipanti, moltissime sono state le personalità che hanno preso parte all’interessante dibattito. Il convegno si è aperto con i saluti del Sindaco di Caserta Avv. Carlo Marino; dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili Dr.ssa Maddalena Corvino; del presidente Centro Antiviolenza Noi Voci Donne Dr.ssa Pina Farina, del dirigente nazionale COISP Dr. Davide Violante; del presidente Associazione Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere Avv. Angela Del Vecchio e del presidente Movimento Autonomo Avvocati telematici Avv. Camillo Bruno.

A relazionare sono stati: Avv. Lia Colizzi (“La violenza delle donne: evoluzione della Giurisprudenza dalle molestie al femminicidio”); Avv. Monica Funaro (“Deontologia e comunicazione nei casi di femminicidio”); Dr.ssa Pina Palazzo (“Relazioni disfunzionali: profili psicologici a confronto”); Dr.ssa Antonella Palermo (autrice del Romanzo “Veronica – solo l’amore non basta”).

«Si parla tanto di violenza sulle donne soprattutto negli ultimi tempi – ha dichiarato l’Assessore Maddalena Corvinoma nel frattempo moltissime donne continuano a subire in silenzio. Il femminicidio non è una calamità né un’emergenza temporale e nemmeno un crimine comune. La parole femminicidio non indica il sesso della vittima, ma il motivo per cui è stata uccisa. Tante cose sono state fatto a riguardo. Nel 2011 l’Italia ha firmato la Convenzione di Istanbul, applicata dal 2013, fondamentale per la violenza contro le donne in quanto stabilisce i gradi di violenza, non viene punita solo la violenza fisica ma anche quella psicologica, quella economica. Poi la Legge 119 del 2014, attraverso cui si inaspriscono i provvedimenti contro gli assassini e si rafforzano i centri antiviolenza».

«Particolare attenzione meritano i figli delle donne vittime di femminicidio – ha continuato la CorvinoQuesti bambini vivono in un mondo violento, imparano ad amare con violenza e da un giorno all’altro rischiano di trovarsi senza una famiglia, affidati ai servizi sociali. Poiché solo nel 2018 ci sono stati circa 130 casi di femminicidio, mi piacerebbe proporre una Legge che equipari i figli delle vittime di femminicidio ai figli delle vittime di mafia. Questi bambini se non vengono aiutati saranno i futuri violenti, dunque occuparci di loro è un nostro dovere».

«A Caserta – sottolinea l’Assessore – abbiamo una casa confiscata alla camorra che è stata data in gestione all’Associazione Spazio Donna che gestisce un centro antiviolenza, un telefono rosa. Abbiamo inoltre un punto rosa presso l’Ospedale di Caserta. Dunque a Caserta c’è grande sensibilità e cura nei confronti di questa problematica, ma ciò non basta perché purtroppo nella provincia di Caserta avvengono molti casi di femminicidio».

«Serve uno Stato che prenda piena coscienza del fenomeno, – conclude Maddalena Corvinoinvece di restare fermi alla retorica di mamme, figli, mogli».