Finiti i fondi per le auto elettriche dopo meno di nove ore dall’attivazione della piattaforma Invitalia

 

Più di 26000 auto elettriche vendute in poco piú di otto ore dall’ apertura della piattaforma per accedere all’Ecobonus 2024, piú del totale di 21.424 elettriche vendute nei primi cinque mesi dell’anno. L’intero parco circolante elettrico in Italia è di poco meno di 240.000 vetture. In otto ore e’ aumentato di piú del 10%.

Polverizzati i poco piú di 200 milioni di euro per le elettriche, ne rimangono ancora 710 destinati alle prenotazioni di auto ibride plug-in (21-60 grammi al km di CO2) e ibride (61-135 grammi al km di CO2). Per le prime sono stati utilizzati solo 7 milioni su 125,7 disponibili, per le seconde 64 milioni su oltre 276,6.

Questa anomalia del boom elettriche lascia dubbiosi e apre la stura a ipotesi e interpretazioni. Massimo Artusi di Federauto esprime le sue perplessità in una nota stampa: “Se, da una parte, ci si potrebbe compiacere della risposta immediata e consistente verso questo tipo di vetture, non si può non rilevare come l’esito sia diametralmente opposto alle risposte del mercato di fronte agli Ecobonus 2022 e 2023, che avevano lasciato ingenti residui proprio tra le risorse destinate a questa tipologia di veicoli, che ha sempre incontrato forti difficoltà di gradimento da parte degli acquirenti”.”Chiediamo», ha detto Artusi, «che le amministrazioni competenti approfondiscano urgentemente questo fenomeno che riteniamo assolutamente anomalo e, probabilmente, non in linea con la ratio della norma che è quella di favorire cittadini ed imprese, mentre rischiano proprio loro, gli autentici destinatari del provvedimento, di finire tagliati fuori dal beneficio per avvicinarli alla transizione green.

Il presidente dell’associazione Motus E Fabio Pressi dichiara: “Le agevolazioni sono uno strumento indispensabile per accelerare la penetrazione e la diffusione di massa di una nuova tecnologia come l’auto elettrica, ma per evitare che si riducano a meri scossoni momentanei, occorrerebbe iniziare a ragionare quanto prima su formule incentivanti in grado di accompagnare il mercato auto verso il naturale processo di elettrificazione a cui si sta andando incontro in tutto il mondo”.

E quello che desta clamore è anche la mancanza di una quota dei fondi preannunciati e diverse questioni interpretative non chiare emerse dalla piattaforma di Invitalia. Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, dichiara: “Scopriamo con sorpresa il giorno dell’apertura della piattaforma che non sono stati resi disponibili tutti i fondi previsti per le autovetture: mancano ben 178,3 milioni. Per farlo sarà adesso necessaria l’emanazione di un Dpcm apposito, che auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile, per evitare l’ennesimo periodo di incertezza che si prospetta per il mercato”.