Fiori sulla tomba di un criminale nazista al cimitero di Santa Maria Capua Vetere

L’ANPI chiede che venga rimosso e seppellito in altro luogo ed in maniera sconosciuta.

Al cimitero di Santa Maria Capua Vetere è sepolto il “boia di Bolzano”, Michael Seifert. L’associazione partigiani di Caserta (ANPI) chiede sia spostato altrove ed in maniera anonima. È quanto hanno chiesto il Presidente dell’Anpi Alto Adige Südtirol, Guido Margheri, e quello di Caserta, Agostino Morgillo. In una lettera inviata ai sindaci di Santa Maria Capua Vetere e di Bolzano, i due responsabili dell’Anpi chiedono che si metta fine a quello che definiscono “lo sfacciato e spregevole omaggio con fiori e addobbi alla tomba del criminale nazista Michael Seifert detto “Mischa”, compiuto da sconosciuti nel cimitero di Santa Maria Capua Vetere”.

Il criminale di guerra nazista è sepolto qui dal 2010, da quando morì nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, all’età di 86 anni. Da allora la sua tomba è meta di nostalgici che portano fiori davanti al loculo. Per i due presidenti dell’Anpi l’omaggio alla tomba di Seifert “rappresenta ogni giorno che passa un’offesa alle vittime della sua disumana violenza e di tutte le vittime del nazifascismo”. “Seifert – ricordano nella lettera – è stata una figura di primo piano nella gestione del campo di sterminio “Durchganglager” di via Resia a Bolzano dove si è macchiato di crimini e atrocità, come sancito dalla sentenza del Tribunale militare di Verona che lo ha condannato all’ergastolo nel 2000”.

Il caporale delle Ss Michael Seifert era nato in Polonia nel 1924. Dopo la guerra aveva fatto perdere le sue tracce, rifugiandosi in Canada. Fu però processato e condannato in contumacia dopo che il fascicolo che lo riguardava era rimasto chiuso per anni nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. “Non si tratta, ovviamente, di negare a nessuno il diritto a una sepoltura dignitosa” – scrivono i presidenti dell’Anpi, Margheri e Morgillo – “ma, come nel caso del “boia” della strage delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke, di farlo in forma rigorosamente anonima, in modo che la tomba non sia una sorta di postumo omaggio simbolico ai disvalori nazifascisti”.

“Al momento” – dice il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra – “la nota dell’Anpi è l’unico atto ufficiale che mi segnala che sulla tomba di Seifert vi sarebbe una sorta di pellegrinaggio da parte di nostalgici delle Ss. Non vi sono relazioni da parte dei custodi del cimitero, né da parte della polizia municipale. Non solo, ma agli atti del Comune vi sono tutte le autorizzazioni dei vertici militari e anche quella della moglie, per inserire il nome sulla tomba. Mi impegnerò a fare ulteriori approfondimenti su quello che ha segnalato l’Anpi, perché i valori di libertà e di democrazia, di antifascismo, sono fondamentali per noi”.