Focolaio Mondragone, ancora scontri: furgoncino in fiamme

Resta ancora alta la tensione a Mondragone, dove i cittadini hanno presidiato il varco della zona rossa lanciando sassi contro i bulgari

MONDRAGONE (CE) – Non accennano ad allentarsi le tensioni sorte ieri a Mondragone, nel Casertano, dove è stata istituita una piccola zona rossa per trattenere il focolaio di coronavirus dei palazzi ex Cirio. L’ammontare dei contagi sembra essere fermo a 49, quasi tutti da ricondurre alla comunità bulgara che vi risiede.

Già ieri ci sono stati degli scontri tra i cittadini di Mondragone e i bulgari relegati nella zona rossa, con lanci di sedie e sassi al varco. Alcune auto sono state danneggiate. In serata è giunto il contingente di 50 militari inviato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per rafforzare il presidio di vigilanza nell’area dei palazzi ex Cirio, oltre ai 40 agenti di polizia messi a disposizione.

Nemmeno l’arrivo dei militari è servito a placare le proteste. Secondo quanto riporta l’ANSA, infatti, nella notte sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per spegnere un furgoncino dato alle fiamme nei pressi dei palazzi ex Cirio, presumibilmente di proprietà di uno dei bulgari. A causare l’incendio, stando ai primi rilievi, potrebbe essere stata una bottiglia incendiaria. La violazione della zona rossa da parte dei bulgari residenti nel quartiere focolaio di Mondragone e la fuga di alcuni di loro intenzionati a non sottoporsi a screening ha così scatenato la protesta diventata assalto di matrice razzista con danneggiamenti.

I manifestanti, circa 200, come riferisce Il Mattino, “chiedono la linea dura e non si preoccupano di passare per gente avvezza alla giustizia-fai-da-te, men che meno si ci si preoccupa di passare per razzisti”. E si evoca un clima da faida con scenari drammatici, come quelli che portarono il clan La Torre, trent’anni fa, a ordinare ed eseguire una sorta di pulizia etnica ai danni, allora, degli africani.

Ma oggi nel mirino ci sono anche le autorità in “un crescendo di recriminazioni
Come riporta Il Mattino: investono le istituzioni locali e la politica in generale, di colpe che hanno una genesi perlomeno decennale, a quando i Palazzi Cirio sono diventati un’enclave bulgara da cui attinge il caporalato più becero che sfiora la fisionomia della schiavitù”. “Vergogna, vi dovete vergognare” le urla degli anti-bulgari contro il sindaco Virgilio Pacifico e i poliziotti impiegati nell’ordine pubblico. “Hanno preso in giro tutta la città, solo qui a Mondragone si è osato violare una zona rossa: reagite, dove reagire, o lasciate fare a noi: voi giratevi dall’altra parte”, le parole minacciose di chi promette di fare da sé. (Tgcom24)