Maddaloni. Il simbolo della città è seriamente in pericolo. Rischiamo, a breve, di essere la città delle due torri solo sullo stemma e nel ricordo di chi c’è stato e l’ha visto. La collina di Maddaloni sovrastata dalla torre Artus e dal castello continua a perdere pezzi. Ieri nel tardo pomeriggio una nuova allerta, una nuova denuncia, altri sopralluoghi. Nel solito giardino di una proprietà privata in via Bixio sono caduti costoni di roccia e pietre tufacee appartenenti al muro di cinta di ciò che rimane del castello e delle torri di Maddaloni. La paura e la preoccupazione dei residenti ai piedi della collina è tanta. Non è la prima volta che accade. Ieri un nuovo sopralluogo con la polizia municipale e l’ufficio tecnico per le verifiche. Con loro sul posto l’assessore ai Lavori Pubblici d’Alessandro e l’on. Del Monaco. Ricordiamo che, in tempi recenti, a seguito dell’intervento della Procura della Repubblica, la Sovrintendenza ha ordinato la messa in sicurezza dei luoghi. Messa in sicurezza che è stata intimata ai proprietari del complesso monumentale anche dall’amministrazione con un’ordinanza firmata nel mese di settembre, ordinanza non ancora assolta, a quanto pare. Nonostante il sindaco abbia con solerzia provveduto a ordinare la messa in sicurezza dovuta, dopo 60 gg nulla è stato fatto dai proprietari eredi De Sivo. Non basta semplicemente delimitare i terreni e le proprietà ai piedi della collina e con essa confinante. La messa in sicurezza deve essere fatta nella parte alta, laddove sorgono i resti che vanno consolidati. Ma questa è una storia che parte da molto lontano. Infatti già nel 1989, l’allora sindaco Francesco d’Angelo, con l’ordinanza 190 del 11-11- 1989 chiedeva, a seguito di crolli, la messa in sicurezza. Oltre 30 anni sono trascorsi invano. Nulla è mai stato fatto in questa direzione e la collina con le costruzioni che la sovrastano continuano a perdere pezzi sotto gli occhi dei maddalonesi impotenti di fronte all’incuria di chi ha obblighi da adempiere.
Le ordinanze quando si emettono e restano inevase, necessariamente dovrebbero seguire un percorso legale, denuncia penale ai proprietari e/o lavori in danno. Amministrazioni attente dovrebbero fare in modo da espropriare e/o comprare i beni ed attivare finanziamenti ad hoc per il loro recupero e messa in sicurezza. A questo attendiamo gli sviluppi che seguiranno a questa ennesima ordinanza, al momento ancora non soddisfatta.

