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GILLES VILLENEUVE,UNA VITA DI TRAVERSO, IL MAVERICK DELLA F1 TRENTACINQUE ANNI DOPO LA SUA TRAGICA FINE

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

(G. VIlleneuve di traverso GP ARGENTINA 1981)

 

SPORT – oggi tralasciamo le ‘solite’ cronache locali nere, giudiziarie sportive e quant’altro e parliamo di un pilota, un uomo unico nel suo genere, Gilles Villeneuve, nato per correre, arrivato fino in Formula 1 grazie ad Enzo Ferrari, amatissimo proprio dal drake e da tutto il popolo della rossa di Maranello.

Ma andiamo con ordine, Gilles Joseph Henri Villeneuve, canadese nato da una famiglia povera, scopre la passione per le corse sin da piccolo, iniziando a gareggiare sulle motoslitte.

 

L’approccio nel mondo delle corse automobilistiche, arriva negli anni 70, nel 1973 prende parte a delle corse di Formula Ford, vincendo sette gare con una vettura obsoleta, passando poi alla Formula Atlantic.

 

Dopo una serie di incidenti, dal quale esce miracolosamente illeso alla guida di proprie autovetture private, dovute alla sua “smania” di correre e di andare oltre il limite, approda inaspettatamente nel mondo della Forumla 1. Corre l’anno 1977, il 16 luglio 1977 ,Gilles guida una Mclaren, gentilmente concessagli da Niki Lauda laureatosi campione del mondo con due gare di anticipo che lascia il sedile della propria monoposto al giovane debutante canadese, il quale esordisce con un giro veloce nel warm up del Gran Premio della Gran Bretagna, finendo la gara undicesimo ma stupisce tutti per la sua grinta e la sua tenacia.

 

Dopo il suo debutto non viene più chiamato, anzi viene addirittura scartato da Mayer, dirigente sportivo statuntitense della Mclaren all’epoca, ma il riscatto è dietro l’angolo, l’anno successivo nel 1978, Lauda vince il mondiale con la Ferrari ma a causa di frizioni e dissidi interni con la squadra corse della Ferrari lascia libero il volante, Enzo Ferrari sceglie proprio il pilota canadese.

Nel 1978, la stagione inizia con il Gran Premio di Argentina, Villeneuve conclude ottavo, afflitto da problemi alle gomme, timbra però il giro veloce in gara. Nei GP successivi è costretto al ritiro. Negli USA, conquista la I fila, a fianco del collega di scuderia Reutemann, scappa in testa, ma con l ‘autovettura di Clay Regazzoni da doppiare cerca il sorpasso in un tratto difficile di pista, sopraffatto dal suo “istinto feroce sprezzante del pericolo” urta la Shadow e compromette il risultato. La manovra venne duramente criticata, ma il patron Enzo Ferrari difenderà a spada tratta il suo ‘pupillo’ al quale lo legava un rapporto praticamente paterno.

 

La stampa italiana gli affibbiò l’etichetta di “Aviatore” per i continui incidenti, si sa le etichette possono risultare scomode e antipatiche tanto da digerire quanto da rimuovere ma tant’è.

Al Gran Premio del Belgio va in II posizone, insidia Andretti leader della corsa, ma una foratura lo costringe ai box per il cambio gomme ‘obbligato’, arrivando quarto,  inizia a ricevere i primi elogi per la sua gara.

 

La Lotus di quella stagione aveva una vettura ribattezzata la 79 in grado di sfruttare l’effetto suolo, una bellissima monoposto in senso lato oltre che veloce.

 

 

LA SUA FERRARI

IL FERRARISTA CONCLUDE IL GP DEL CANADA TERZO, NONOSTANTE LA VISIBILITA’ PRATICAMENTE NULLA CON L’ALETTONE DAVANTI AL CASCO

 

La Ferrari di Gilles, la 312 T3 dell’epoca invece aveva notevoli problemi di sottosterzo, il canadaese in Spagna non va oltre un’anonima decima piazza.

Iniziano a circolare le prime voci di un arrivo di Jody Schekter, voci che si riveleranno profetiche.

 

il pilota su tre ruote

 

SCHUMACHER AL GP DI SPA EMULERA’ GILLES OLTRE 20 ANNI DOPO CON UNA GUIDA SU TRE RUOTE DOPO LA COLLISIONE CON D. COULTHARD DOPPIATO SOTTO L’ACQUA

Al Gran Premio  di casa Ferrari ossia Monza ottiene un’ottima I fila vicino ad Andretti, ma durante la corsa che verrà ricordata soprattutto per la morte di Ronnie Peterson, Villeneuve giunge secondo ma a causa di una partenza rocambolesca, viene penalizzato di un minuto per partenza anticipata assieme all’italo americano in pole position. Nella stessa settimana del GP d’Italia arriva l’ufficialità del suo rinnovo di contratto.

 

Al GP di Canada, la sua nazione natia conquista la prima vittoria, chiudendo il campionato mondiale nono, con 17 punti venendo poi dichiarato cittadino onorario di Montréal acquisendo grande popolarità nel Québec, sua regione natale.

L’anno successivo, il 1978, Gilles raggiunge la sua maturità agonostica, il mondiale parte con i due appuntamenti sud americani, Argentina e Brasile, con cui la Ferrari fece partire i due suoi piloti con la vecchia 312 T3 modificata, con la nuova vettura che sarà schierata solo dal GP del Sud Africa. Le prime due gare, dicevamo, risultano senza infamia e sanza lode, solo un quinto posto di Villeneuve, al debutto a Kyalami con la neo 312 T4,  il duo di piloti Ferrari ottiene subito tempi record. Dopo una partenza dalla III casella di partenza, G. Villeneuve monta pneumatici da bagnato a causa della sospensione per la pioggia a differenza del suo compagno di squadra Schekter, alla ripartenza va al comando della gara e ottiene il suo successo numero 2, vola in testa al mondiale piloti, anche se in quell’anno il canadese risulta la seconda guida, smentendo subito le voci di una possibile rivalità in casa.

A completare il momento d’oro, la vittoria in una gara non valida per il mondale ma di prestigio, la RACE OF CHAMPIONS sulla pista di Brands Hatch, dopo un duello con Mario Andretti e Nelson Piquet, conquista ancora un successo con la vecchia 312 T3.

 

Le gare successive però non gli sorridono, il canadese è fuori dalla zona punti a causa di problemi ai freni della sua Rossa, appiedato in Spagna a causa della fine del carburante, problemi che gli fanno perdere punti, con J. Scheckter che passa al comando della classifica piloti.

Al Gran Premio di Francia però si scrive la storia, in testa per molti giri praticamente dall’inizio, viene superato dal Jean Pierre Labuoille che andrà a vincere la corsa, si sa la storia la scrivono i vincitori, ma quel GP verrà ricordato per il suo epico duello con l’altra Renault pilotata dal francese Renè Arnoux, con una monoposto più potente a tre giri dalla fine, Gilles subisce il sorpasso del francese, ma risponde immediatamente, con frenate e staccate al limite, ruote fumanti, sorpassi e controsorpassi ruota contro ruota che mandano in visibilio il pubblico, riuscendo ad abbassare i tempi sul giro, nonostante il duello, con il canadese che riesce a conservare la seconda piazza.

 

(EPICO DUELLO VILLENEUVE – ARNOUX)

 

La stampa esalta le gesta dei due piloti, per quello che è considerato il duello più intenso emozionante e spettacolare di sempre nella storia della F1.

(ANCORA IL DUELLO CON ARNOUX)

Nelle successive due gare il franco – canadese non va a punti, torna sul podio in Austria,  nel GP d’Olanda dopo aver superato Alan Jones, va in testa alla corsa, ma un’uscita di pista al giro n. 46 dovuta  a problemi di assetto della vettura lo mandano ko. Tenta però di rientrare ai box nella vana speranza di rientrare in corsa, con un pneumatico afflosciatosi, completando un giro su tre ruote, condotta di guida che finirà sotto la lente d’ ingrandimento della Commissione di gara per la sicurezza formata da vari piloti, tra cui Lauda, Andretti e Reutemann, oltre che Bernie Ecclestone, la sua guida estrema viene considerata pericolosa ed irruenta e venne minacciato di sanzioni.

G. VILLENEUVE SU TRE RUOTE UN IMMAGINE LEGGENDARIA

 

Tagliato fuori dunque dalla lotta al mondiale piloti, si mette a disposizione della squadra per favorire la futura vittoria di Scheckter alla corsa iridata, al GP d’Italia, non attacca il suo collega di scuderia per la I posizione scortandolo sino al traguardo finendo secondo, concludendo la stagione con un altro podio e una vittoria a Watkins che gli valgono la piazza numero due nella classifica piloti.

 

VILLENUVE – SCHECKTER

 

Nel 1980, Villeneuve era tra i favoriti alla corsa al titolo, la sua monoposto monta motori turbo , ma l’annata sarà al di sotto delle aspettative, la 312 T5, un’ evoluzione di quella dello scorso anno non risulta competitiva, Villeneuve e Schekter non offrono prestazioni degne di rilievo, al I Gp l’esordio è amaro poiché termina con un ritiro. Ricordiamo un brutto incidente sul circuito di Le Castellet, dal quale esce miracolosamente illeso, i primi punti arrivano al Gran Premio del Belgio, un sesto posto, a cui ha fatto seguito un quinto posto a Monaco, miglior risultato stagionale ed è quanto dire.

 

La stagione deludente viene “rigirata” a test per la successiva, soprattutto da Monza in poi, Gilles inizia a collaudare il primo esemplare di Ferrari turbo che però per una questione di ‘affidabilità’ rimarrà ferma ai box e provata solo al GP di casa in Italia durante le prove.

La stagione si chiude con un quinto in casa propria, in Canada con una classifica finale che recita (appena) punti sei punti e quattordicesimo posto finale.

 

L’anno 1981, arriva Didier Pironi al posto dell’ex campione del mondo Jody Schekter, la Ferrari debutta con la 126 CK, la prima vettura che monta un motore turbo già collaudato lo scorso anno inizia a rivelarsi poco affidabile nonostante il lavoro pregresso.

 

Tra i due piloti si crea un bel rapporto, dopo i problemi iniziali alla macchina le prime note positive arrivano dal GP di San Marino, pole position, al Gran Premio degli Stati Uniti Ovest, dopo essere passato al comando della gara una decisione sbagliata nel cambio gomme fa scivolare fuori dalla zona punti il numero 27 (numero che entrerà nella leggenda della Rossa di Maranello).

 

CIRCUITO DEL CANADA

 

Una parte della tifoseria, spazientita inizia a “beccare”  il pilota reo di non saper sfruttare le occasioni a lui favorevoli, ma il Villeneuve  così, timido e schivo fuori dalla pista, di poche parole che si concedeva malvolentieri anche ai microfoni, quando saliva nell’abitacolo e abbassava la visiera faceva venire fuori tutta la sua voglia di correre, la sua grinta la voglia di emergere di un pilota dall’istinto del kamikaze incurante del pericolo.

 

 

In Belgio ottiene i primi punti iridati, con un IV posto, due settimane dopo, rinnova il contratto con la scuderia di Maranello sino al 1983, ma le cifre dell’operazione non sono mai state rese note, contratto che non sarà portato mai a termine a causa della sua tragica fine a Zolder in Belgio.

 

Proseguendo con la storia dei risultati di quell’anno segnaliamo un secondo posto a Monaco in griglia di partenza con successiva storica vittoria, approfittando del ritiro di N. Piquet. Il successo a Monaco rappresenta il I successo della Ferrari con motore turbo sul tracciato. Il canadese però riteneva le Williams favorite nella corsa al titolo, in quanto la propria monoposto era inferiore a livello aerodinamico. In Spagna però Gilles concede il bis, dopo essere partito settimo grazie ad una bella partenza va in testa, duella con Reutemann ma verso la fine dilapida il suo vantaggio, in quanto la sua rossa inizia a perdere colpi, i suoi inseguitori andavano più forte nel tratto ‘misto’, nonostante ciò grazie alla maggior velocità in rettilineo senza commettere errori vince, con un distacco di cinque secondi sul quinto De Angelis, con un arrivo sotto la bandiera a mo’ di trenino praticamente.

 

E. FERRARI CON IL PILOTA A COLLOQUIO

 

Nella gare successive non porta a casa punti anzi, riceve molte critiche dai suoi colleghi in pista per la sua guida aggressiva ed al limite (se non oltre), ma non dai tfosi oramai abituati al suo stile di guida sapevano che era in grado di fare qualsiasi cosa, anche la più folle.

 

Al Gran Premio di casa del Canada Gilles parte undicesimo, sotto un diluvio recupera diverse posizioni e risale sino al III posto, ma a causa di un contatto in partenza e di un successivo errore in  doppiaggio perde l’alettone anteriore che piegato si stacca ma non completamente, rimanendogli di traverso sulla parte anteriore della monoposto e ostruendogli la visuale, nonostante le esortazioni a rientrare ai box, il canadese riesce a concludere la corsa, fino alla perdita dell’appendice aerodinamica, classificandosi terzo ed evitando un passaggio ai box che gli avrebbe certamente consentito di riparare la sua rossa di Maranello ma che gli avrebbe fatto perdere tempo e posizioni, mandando in estasi il pubblico locale. Il diretto interessato dichiarerà a fine corsa che duranti i giri “incriminati” con l ‘alettone davanti con la visuale nulla riuscì a stare in pista seguendo la striscia delle traiettorie lasciate dai pneumatici delle altre monoposto, per impostare la sua traiettoria.

 

IL FERRARISTA PERDE L’ALETTONE ANTERIORE

 

Il risultato a fine campionato fu il settimo posto grazie ai 25 punti ottenuti nel mondiale.

 

L’ultimo anno, quello maledetto il 1982 con il famoso “sgarbo” di Pironi mai digerito.

 

La stagione parte male, la neo nata Ferrari 126 C2 di Villeneuve, lo costringe al ritiro nelle prime due gare. Al Gran Gp degli USA viene squalificato per l’ala posteriore irregolare, in un periodo tutt’altro che roseo anche dal punto di vista personale, il pilota si stava separando dalla moglie, l’amata Joanna che richiese il divorzio, Gilles, che aveva un’altra relazione da poco con un’altra donna, iniziò a temporeggiare anche e soprattutto per motivi economici, oltre che di privacy. Durante l’anno si acuisce lo scontro tra FISA e FOCA su alcuni punti del regolamento legati al peso minimo delle vetture.

 

 

(il duello con il soprasso incriminato che avverrà alla fine di Pironi al Gp di San Marino)

 

Al GP tenutosi in Italia, nello Stato indipendente di San Marino, si ricorda il  boicottaggio dalle scuderie legate alla FOCA tra cui Lotus, Brabham  e Mclaren. Per la gara si presentano 14 vetture, tra cui le Ferrari e le Renault che però furono costrette al ritiro, in una gara che definire atipica è dir poco, tuttavia la corsa era condotta dalle due rosse in tutta tranquillità con Gilles Villenuve al comando, tallonato da Pironi, quando a pochi giri dalla fine dal box della Ferrari viene esposto il cartello SLOW (andare piano – guidare con prudenza) ai due piloti al comando. Il canadese prese alla lettera il suggerimento ai box memore anche del suo ineccepibile comportamento nell’anno del trionfo del suo collega di squadra J. Schekter al GP di Monza nel quale non attacco il suo compagno di colori. Pironi invece interpretò in maniera diametralmente opposta la comunicazione all’apparenza abbastanza chiara, attaccando il leader della gara negli ultimi giri, per la I piazza, Gilles non andava al limite a differenza del suo inseguitore, pensava che tutto ciò era solo un modo per far divertire il pubblico ma all’ultimo giro Pironi effettua il sorpasso decisivo alla curva Tosa, e va a vincere. Un furibondo Villeneuve esce dalla propria monoposto andando ad attaccare a muso duro Pironi, un episodio che trancerà in maniera netta e decisa il rapporto tra i due, nemmeno l’intervento di Enzo Ferrari che difese a spada tratta (tanto per cambiare) il canadese riuscì a smorzare la tensione che si andò a creare tra Gilles pilota che faceva della sua combattività e della voglia di vincere oltre ogni limite il suo cavallo di battaglia e il suo compagno di squadra, anche se la storia della F1 insegna che il compagno di squadra si può trasformare anche nel primo nemico. Non solo G. Villeneuve accusò apertamente la Ferrari di non mantenere la promessa di sostenerlo per la corsa al titolo mondiale, arrivando a rinfacciare praticamente il suo comportamento esemplare al servizio ed in aiuto alla squadra nell’anno 1979 con il collega Scheckter che poi vinse il titolo, in particolare a Monza dove non attaccò l’altra Ferrari (un comportamento non da lui che andava sempre oltre il limite). Addirittura iniziarono a circolare le prime voci che volevano il pilota canadese in procinto di passare alla Williams.

 

MONACO 1981

 

Due settimane dopo Imola la tensione rimase praticamente identica, si tagliava a fette, sul circuito di Zolder, l’ 8 maggio 1982 alle ore 13.52 mancano pochi minuti al termine delle qualifiche in gara, Gilles era settimo, Pironi sesto, nel mentre stava effettuando il giro di rientro ai box alla discesa che immette alla curva Terlamenbocht (la curva del bosco) si ritrova davanti una vettura più lenta, la Mclaren di Jochen Mass il quale, nel vederlo arrivare si spostò leggermente a destra, pensando ad un sorpasso all’esterno, invece Gilles scelse la manovra opposta, con un giro di rientro che stava terminando a velocità sostenuta, l’impatto tra le due vetture è inevitabile e tragico, la Ferrari n. 27 nel collidere con la propria anteriore sinistra, la posteriore destra del pilota Mclaren spicca il volo sopra il guard rail eseguendo due giri della morte su se stessa ed una serie di ‘avvitamenti’ in aria dovuti all’inerzia della velocità.

 

Lo stesso pilota Mass rischiò di essere colpito ma nell’ atterraggio Gilles viene letteralmente sbalzato fuori con tutto il sedile e scaraventato nelle reti di recinzione, dopo un volo di quasi 50metri. Nel tremendo impatto il pilota sbattè il collo contro un paletto  di sostegno della rete metallica esterna, con i rottami della macchina che volarono e si sparsero un po dovunque, con  il casco che fu ritrovato a cento metri di distanza dal punto dell’impatto, il volante addirittura  a 180 metri.

Nonostante l’allarme lanciato dai commissari e l’immediato arrivo dei soccorsi, il trasporto tempestivo in ospedale ed un battito cardiaco regolare, la gravissime fratture interne manifestarono subito la gravità della situazione del pilota. I soccorsi, piloti e una serie di curiosi si avvicinarono il tutto ripreso in maniera nuda, cruda e impietosa dalle telecamere del circuito.

 

La prove per la gara fuorno sospese, alla clinica universitaria San Raphael di Lovanio un equipe di medici rianimatori, con l ‘aiuto del dott. Watkins tentarono invano il miracolo.

 

GILLES VILLENEUVE ED AYRTON SENNA MORTI ENTRAMBI NEL MESE DI MAGGIO

I piloti ed il circus tutto rimase scosso e sotto choc, Sheckter avvisò la moglie Joanna a casa a Montecarlo stava festeggiando la I comunione della figlia Melanie. Joanna Villeneuve, scossa partì in compagnia della moglie proprio del suo informatore, Pam precipitandosi sul primo aereo per Bruxelles.

 

IL VOLO DI GILLES

Il pilota fu mantenuto in vita artificialmente dalle macchine, Marco Piccinini braccio destro di Enzo Ferari si rifiutava di credere ai suoi occhi, chiese al dott. Watkins  di far arrivare il miglior neurologo al mondo, il dott. Bertrnad, suo amico che però non fece altro che confermare la prognosi, ossia che nel caso fosse sopravvissuto, sarebbe rimasto paralizzato dal collo in giù ed avrebbe passato in stato vegetativo il resto dei suoi giorni.

SOVRAPPOSIZIONE SUGGESTIVA SENNA VS VILLENEUVE

 

Giunta sul posto la moglie alle ore 19.00 di quel maledetto giorno dopo un colloquio con Watkins e De looz altro medico a capo dell’equipe di rianimazione diede il consenso alle ore 21.12 a staccare le macchine.

 

QUEL CHE RIMASE DELLA FERRARI N 27 DOPO IL VOLO

La salma del pilota fu trasportata il giorno dopo con un boeing 707 esposta alla camera ardente a allestita nel Municipio di Berthierville, il 12 maggio si svolsero le esequie davanti ad una folla tanto scossa quanto commossa, nella chiesa di S. Ginevra alla presenza di alcuni piloti ed ex piloti, tra cui Sheckter, Jackie Stewart, alcune autorità del governo canadese, Jacques Laffitte, anche se fece notizia  l’assenza di Enzo Ferrari. Alla fine della cerimonia la salma venne trasportata  al cimitero dell’est a Montreal e rispettando le ultime volontà del pilota, fu cremata.

LA SUA FAMIGLIA

Il pilota canadese nato nell’anno 1950 sposato con Joanna Barthe ebbe due figli Melanie e Jacques, futuro pilota e campione del mondo, che vinse il mondiale di F1 davanti ad un certo M. Schumacher riuscendo a portare a casa il titolo mondiale, sempre sfuggito all’amato padre che da piccolo lo portava in giro per i vari circuiti, pilota diversissimo dal padre, molto più prudente e razionale alla guida, qualità questa che fu forse decisiva nel sorpasso a Jerez, a sua maestà Schumacher che nel tenativo di salvare il proprio primato iridato, tentò uno speronaggio nei confronti del pilota Jacques Villenueve, tentativo fallito miseramente e che mise ko il ferrarista che per tale manovra scorretta si è visto poi togliere tutti i punti guadagnati durante il mondiale con una decisione tanto clamorosa quanto senza precedenti. Il kaiser tedesco avrà poi modo di rifarsi negli anni successivi ma questa è un’altra storia.

 

(VILLENUVE CON IL FIGLIO JACQUES PICCOLISSIMO)

 

ESIBIZIONE DEL FIGLIO JACQUES SU FERRARI

GILLES E JACQUES VILLENEUVE

 

Ben voluto da tutti gli altri piloti Lauda in particolare nutriva un’ammirazione per lui, furono intraprese una serie di iniziative nel mondo delle corse per ricordare l’ex ferrarista, come l’apertura di un museo a Berthierville, amava la velocità in tutte le sue forme, fu il primo pilota a sfidare un’aereo da caccia su una pista di decollo il 21 ottobre 1981, uno starfighter F104S, emulato nella sfida poi da un’altro ferrarista ossia Schumacher una ventina di anni dopo.

 

GILLES VS AEROFIGHTER

 

 

ALCUNE FRASI SU DI LUI :

NON HO CONOSCIUTO UOMINI CHE  FACEVANO MIRACOLI MA GILLES  ERA MERAVIGLIOSO J. LAFITTE

HE WAS THE CRAZIEST DEVIL I EVER CAME ACROSS… N. LAUDA PLURICAMPIONE DEL MONDO DI F1 !!!!

GILLES DIMOSTRO’ CHE L’UOMO E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA MACCHINA –  EDDIE CHEEVER

Gilles come home and told me he sold our house to buy a car …. JOANNE VILLENEUVE

HE WAS MAGIC  JAMES HUNT

LA COSA INFLUIVA SU DI LUI PERCHE’ LUI VOLEVA ESSERE SEMRPE PIU’ PAZZO, GILLES NON VOLEVA VINCERE LE GARE LUI VOLEVA VINCERE I GIRI, A MIO PARERE QUESTO E’ STATO IL SUO PUNTO DEBOLE,  E QUESTO MI HA FAVORITO  ….JODY SCHECKTER COMPAGNO DI SQUADRA E CAMPIONE DEL MONDO CON LA SUA STESSA VETTURA

 

BUT I KNOW I CAN HURT THE CAR AND LIVE HIS LIFE AGAIN, I THINK HE WOULD DO EXACTLY THE SAME AND WITH LOVE SCHECKTER

IO SEGUO TUTTI I GRAN PREMI NON HO VISTO IL DUELLO TRA GILLES E RENE ARNOUX IN QUANTO ERO DAVANTI E VINSI LA CORSA MA IO NON HO MAI VISTO NIENTE DEL GENERE NEANCHE DOPO J. JABOUILLE

 

HE WAS DIFFERENT – J. LAFITTE

L’ HO AMATO COME UN FIGLIO ENZO FERRARI

 

FRASI CHE LUI DICEVA DI SE STESSO

 

BUT I KNOW I CAN HURT THE CAR… G. VILLENEUVE

WHY SHOULD BE AFRAID OF ECCLESTONE OR BALESTRE

I FANS NON SONO QUI PER VEDERE POLITICI E MANIPOLATORI

I FANS SONO QUI PER ME

AS LONG AS THE CAR IS RUNNING I WILL DRIVE IT

NON POSSO FERMARE ME STESSO

SO CHE POSSO FARMI MALE IN MACCHINA

I ALWAYS LOVED SPEED

IO NON PENSO ALLA MORTE LA MORTE E’ UNA PARTE DEL MIO LAVORO 1950 – 1982

 

fermo immagine dell’ultimo giro di G. Villeneuve

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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