Giorno di ordinaria follia all’OSPEDALE di CASERTA. Uomo infuriato spacca il vetro allo sportello del CUP e terrorizza i presenti

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano:  l’ennesima lite e l’ennesima aggressione all’interno del  Cup nel giro di tre giorni.

Questa volta, un signore , in attesa al Centro di Prenotazione, insieme con la figlia incinta ha rotto con i pugni  il vetro dello sportello di assistenza  provocando danni  e  diffondendo terrore fra i presenti.

Un’altra azione di esasperazione dei cittadini che da tempo richiedono al Centro un servizio piu’ efficiente ed adeguato alle istanze dell’utenza  che , solo in un’ora, arriva a raggiungere anche le 500 persone in fila di attesa;  un ‘altra  rissa all’interno dell’Ospedale  per sedare la quale sono intervenute le Forze dell’Ordine ; un altro grave episodio che dimostra come i dipendenti del Cup  operano i condizioni difficilissime e non sono tutelati  da chi dovrebbe nello svolgimento delle loro mansioni.

Ma procediamo con ordine.

I fatti  di cui parliamo si  sono verificati   la scorsa settimana.

Il signore era in fila per prenotare  gli esami clinici alla figlia incinta che era in sua compagnia. I due avevano dinanzi a loro una fila di circa 400  persone. L’uomo, allora,  avrebbe chiesto ai presenti la cortesia di potere subito esplicare la sua richiesta allo sportello considerato lo stato della figlia.  Sia l’impiegato allo sportello che i presenti avrebbero dato il loro consenso.

A questo punto l’uomo si sarebbe avvicinato di gran fretta allo sportello dove , pero’, era ancora in corso un ‘altra operazione di prenotazione.

All’invito di fermarsi  formulato dai presenti , per consentire l’espletamento della prenotazione,   il signore e’ diventato una furia e ha cominciato a dare   fortissimi pugni al vetro dello sportello fino al punto di romperlo.

La paura  si e’ impadronita dei presenti mentre una furia indomabile guidava le azioni dell’uomo.

Alla fine sono intervenuti sul posto le forze di Polizia che lo hanno dovuto allontanare a braccio dai locali del Cup. Ora nei suoi confronti procedera’ la magistratura penale.

L’episodio , pero’, non fa altro che mettere il dito nella piaga della difficile situazione in cui operano i dipendenti del Cup , massacrati da insani orari di lavoro e non tutelati da aggressioni e violenze che negli ultimi tempi si ripetono nel Centro con  sempre maggiore insistenza.

Il Cup e’ la struttura  dell’Ospedale di Caserta alla quale occorre rivolgersi per  prenotare le prestazioni ambulatoriali, per effettuare l’accettazione ambulatoriale e per  pagare il ticket relativo alle prestazioni prenotate, per chiedere la copia dei referti sanitari e pagare l’importo dovuto, per  pagare il ticket per le prestazioni di Pronto Soccorso contrassegnate dal codice bianco.

I dipendenti del Cup Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano fanno parte dell’azienda Gesan srl  di cui e’ titolare l’imprenditore Mario Russo , Consigliere Comunale di Casagiove, impresa convenzionata con l’Azienda Ospedaliera per alcuni servizi, fra cui il Centro Unico Prenotazioni.

Sta di fatto che dal  dicembre 2016 , in seguito alla riduzione  del 30% del valore della commessa disposto dall’Ospedale,  l’azienda Gesan ha ridotto il  numero di sportelli  preposti al rapporto con il pubblico e,  di conseguenza , e’ stato ridotto il numero del personale incaricato al servizio. L’alternativa sarebbe stato il licenziamento di alcuni dipendenti oppure il loro trasferimento ad altri settori.

In quella occasione le parti sociali  optarono per la turnazione dei dipendenti , che  conservavano cosi’ il posto di lavoro con la riduzione del  rispettivo monte ore.

Attualmente i  dipendenti preposti al Cup sono 18 di cui una persona diversamente abile. Di questi almeno 2 sono  impegnati nella turnazione al centro Iatropolis – Citta’ della Medicina in via De Falco,  mentre gli altri 16 sono utilizzati nella turnazione all’interno dello stesso Ospedale di Caserta. Resta il fatto che le file delle prenotazioni al Centro arrivano in una sola giornata fino a mille persone e il numero dei dipendenti della Gesan non e’ adatto a gestire questo enorme carico di lavoro.

Ci chiediamo : e’ ancora possibile lavorare in queste condizioni ? E’ ancora possibile alimentare l’esasperazione dei cittadini?

La  Sanita’ nel nostro territorio e’  semplicemente un’utopia ben lontana dai parametri dello Stato di diritto e dalla tutela degli interessi dei cittadini  , sia utenti che operatori del settore . La prova evidente e’ questo   grave  stato di tensione sociale di quanti entrano in contatto con i servizi ospedalieri.

Tutti attendono risposte dalle Istituzioni. In gioco la vita dei due gravi ammalati di questa ” ordinaria storia di follia casertana” : lo Stato   e Democrazia , sua  amata e debilitata figlia.