Salgono a 10 i profili disinstallati da Facebook nel giro di soli sei mesi. Il Presidente nazionale Associazione Guardie particolari giurate e premio, Uomo Social anno 2020,Giuseppe Alviti grida al complotto e parla di «inaccettabile bavaglio alla libertà di espressione». Il sindacalista, ne ha per tutti, ha perciò dato mandato a un legale per procedere contro il colosso social statunitense e arrivare, non solo a ottenere i danni, ma a scoprire per quali motivi i suoi profili vengono disattivati di continuo. Spiega l’avvocato Angelo Della Pietra, legale di Alviti: «C’è pericolo per la libertà di parola. Ciò che è accaduto a Giuseppe Alviti, sindacalista napoletano e divulgatore sociale premiato anche con medaglia d’ argento al valore civile e il Premio Paolo Borsellino per la lotta contro le mafie, il cui account Facebook per la decima volta è stato disattivato per la pubblicazione di post sgraditi alla società di Zuckenberg credo sia grave e pericoloso. La libertà di un cittadino e’ anche e soprattutto libertà di parola e di espressione. Esistono tanti modi per tutelare le proprie ragioni. Costringere al silenzio e’ illiberale ed inquietante». Nel frattempo ad Alviti sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza dal mondo politico, della società civile ed ecclesiale, Alviti non è Bin Laden.

