Gli addetti alle pulizie negli ospedali rivendicano il contratto. Non siamo lavoratori di serie B

Il comunicato dell’Unione Sindacale di Base. Federazione Provinciale di Caserta

Caserta. Durante l’infuriare della pandemia da COVID-19, mediaticamente e socialmente, è stata più volte evidenziata l’importanza strategica delle prestazioni dei lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale, nonché il carattere strettamente irrinunciabile dei servizi resi da medici, infermieri ed operatori sanitari, troppo spesso inclusi in una narrazione stucchevole ed esclusivamente retorica, di fatto priva dei giusti e concreti riconoscimenti pure rivendicati, il tutto da collocarsi al termine di un risalente processo di smantellamento sistematico delle strutture del sistema sanitario nazionale dopo decenni di politiche classiste, clientelari, speculative e vocate alla privatizzazione.
Non estranei, loro malgrado, a tale logica di profitto, così imperante ed ugualmente fallimentare, i servizi di pulizie e sanificazione strumentali alla sanità pubblica e privata, rappresentano forse l’ambito entro cui l’assalto, condotto dagli attori del capitale “da appalto”, ha conseguito maggiori successi. La considerazione di fatto secondo cui le dette tipologie di lavoro sarebbero da considerarsi quasi quali elementi “eventuali” del Sistema Sanitario, negli anni è apparsa doppiamente utile a chi ha inteso fare affari nel settore della Pubblica Salute; da un lato i servizi, sul territorio, gara dopo gara, hanno registrato un drastico decremento delle condizioni reddituali in forza delle verticali riduzioni dei livelli di impiego orario pro capite, spesso inaugurati sulle unità produttive dai soliti sindacati, tramite accordi collettivi con i quali troppe volte vengono sostituiti gli originari contratti di assunzione. Dall’altro invece, specie con l’imperversare del COVID-19, dai lavoratori si esige, in maniera imperativa, di garantire livelli di lavoro spesso più che usuranti, sotto la scure inesorabile della legge 146 del 1990 e dell’obbligo di prestazione dei servizi minimi garantiti, che di fatto comprimono il diritto costituzionale allo sciopero.
Gli stessi lavoratori vengono quindi, in un momento definiti quali di importanza solo complementare, poi (magari per stroncare un’agitazione) classificati come “irrinunciabili”!
I Lavoratori e le Lavoratrici del settore pulizie e sanificazione degli ambienti ospedalieri di certo continuano e continueranno a prestare il proprio irrinunciabile servizio pubblico, ma senza rinunciare ai propositi di giustizia e rivendicazione che sono propri degli uomini liberi. Affinché tutte le belle parole ed i bei discorsi ascoltati non siano solo mera retorica, c’è bisogno di cancellare ogni strumento con cui negli anni passati sono stati cancellati i contratti di assunzione originari e ridotti gli orari di impiego pro capite. E’ quindi ugualmente necessario riestendere l’orario di lavoro di ciascun operatore per garantire la pronta prestazione in ogni momento ed al fine di assicurare un servizio puntuale alla collettività, ed ancora, riconoscere finalmente, dopo mesi di lavoro in condizioni di vera emergenza epidemiologica nella trincea di prima linea, delle indennità bonus a favore dei dipendenti. Per tutte queste ragioni oggi abbiamo deciso di chiedere di lavorare tutte le ore come da contratti originari, rifiutando l’orario ridotto come imposto dal contrastato accordo collettivo.
BASTA CON LE CHIACCHERE E LA RETORICA!
RIPRISTINO DEI CONTRATTI FULL-TIME ORIGINARI ED ABBANDONO DEGLI ACCORDI SCADUTI!
RICONOSCIMENTO DI BONUS PER LE PRESTAZIONI IN TEMPO DI COVID-19!
RIPUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI DI PULIZIE!