GRAGNANO. “Il tempo come percorso tematico” – Museo della pasta

Da sempre Gragnano, ridente cittadina ai piedi dei Monti Lattàri, è riconosciuta come “capitale della pasta”. Grazie a numerosi volontari e ad alcune Associazioni, i luoghi dove la tradizione molitoria ha avuto inizio, vive in questi ultimi anni una frenetica e attenta opera di restaurazione. Lungo il corso del Torrente Vernotico, si snoda la celebre “Valle dei Mulini”, dove, appunto avveniva l’artigianale e faticosa trasformazione del grano in farina. Chi cammina tra i resti di quell’epoca può godere della vista di opere millenarie che tutt’ora parlano dei tempi in cui l’uomo traeva sostentamento grazie alla forza dell’acqua. La portata del Torrente Vernotico, infatti, permetteva alle macine dei Mulini di compiere ogni giorno il miracolo: dai chicchi del prezioso grano alla farina, utilizzata poi dai pastifici specializzati nella produzione della pasta. Con il passare del tempo la produzione, grazie alle innovazioni e alla tecnologia, si è evoluta e ha saputo soddisfare la cresente richiesta proveniente da ogni parte del Mondo. Negli annuari di storia locale si può leggere che in ogni strada di Gragnano fossero presenti piccoli pastifici, molte volte a conduzione familiare, che producevano pasta “fatta a mano”.

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La “ciorta” (cioè il formato) più richiesta è il famoso “fusillo” di Gragnano che si confeziona, tutt’ora, dalle mani di donne esperte nella sua preparazione, utilizzando un “ferretto” che gli conferisce la carattersitica spira avvolgente. Gragnano ospita e apre le porte della “Fabbrica della Pasta” dove, tra l’altro, si può visitare il Museo dedicato all’eccellenza Gragnanese: la Pasta. Il Museo offre un viaggio nel tempo attraverso il quale si può ammirare la storia dell’arte molitoria e della preparazione della Pasta. In particolare, da rimarcare è la rievocazione della “camera di essicatura” che sfrutta i sistemi “a legno” risalenti al 1800 che consente un’asciugatura lenta, dolce e che può durare fino a sessanta ore. Durante il percorso museale si possono ammirare pezzi unici e rari: vetusti toruchi in legno, canne di bambù dove veniva messa ad asciugare la Pasta, “trabatti”, e tutto quanto serviva per il quotidiano utilizzo dei marchingegni occorrenti. La fabbrica della Pasta, prima delle misure anti COVID19, era visitata da migliaia di turisti provenienti da ogni angolo del globo. La speranza è che ben presto vi si possa ritornare per vedere non solo i pezzi d’epoca esposti e ancora funzionanti ma di poter cogliere il senso pieno della visita, fatto di colori, di profumi e di emozione nell’assistere al rito dell’asciugatura della pasta. La sapienza, l’esperienza e la tenacia provenienti dal passato devono essere strumento e desiderio di essere in capaci di offrire in futuro prodotto di qualità, capace di portare ancora in auge ancora il nome della Pasta di Gragnano.