di RAFFAELE RAIMONDO
GRAZZANISE – Lo sfacelo del Corpo di Polizia municipale è uno dei capitoli più gravi della sventura che ha attanagliato la pianta organica comunale nell’ultimo ventennio, gravandola ancora oggi di enormi vuoti soprattutto apicali. Nell’anno (2000) del trionfo elettorale svoltista che arrise al defunto sindaco Enrico Parente 3, si contava un organico dei vigili urbani di 7 (sette) unità – il comandante Alessio Di Nardo, gli operatori, Francesco Parente, Arcangelo Parente, Salvatore Petrella, Giuseppe Florio, Paolo Caianiello e Raffaele Petrillo –. In precedenza ve n’erano addirittura 8 (otto) partoriti, “nel tempo delle vacche grasse”, dalla Giunta presieduta dal primo cittadino Enrico Parente 2, ma l’operatore Eugenio Raimondo passò all’insegnamento e si determinò già il risparmio di uno stipendio per le casse comunali.
Ora lo stesso organico è ridotto a tre e, per iattura aggiuntiva, senza un comandante stabile; cioè il Comune è ritornato alla disponibilità istituzionale risalente all’epoca, lontanissima (anni Cinquanta), del sindaco Enrico Parente 1. Un assottigliamento grave, gravissimo, non dovuto soltanto al passaggio ad altro incarico (come avvenne per il primo operatore citato) o ai pensionamenti del comandante Alessio e dei vigili Arcangelo e Salvatore, ma specialmente ad una vera e deleteria battaglia scoppiata fra il sindaco Parente 3 e la Polizia municipale giunta fino allo scioglimento del Corpo stesso voluto dal medesimo Parente 3 costretto poi a ripristinarlo a seguito d’una sentenza del Tar-Campania che non gli diede ragione.
Le Amministrazioni succedutesi, dopo quel periodo assai burrascoso, non si sono affatto sprecate per rivitalizzare, in quantità e qualità, il gruppo dei vigili in servizio effettivo, benché a tutti sia nota la loro importanza per la sicurezza dei cittadini, l’ordine pubblico e il raggiungimento degli obiettivi amministrativo-gestionali dell’Ente.
Forse non v’è Comune, in provincia di Caserta, che, a memoria d’uomo, abbia conosciuto un simile travaglio peraltro siglato da un pletorico cambio al comando (con figure provenienti, per lo più, da altre municipalità). Si può quindi immaginare il groviglio di negativissime ricadute che hanno ingoiato, negli anni, i vigili, ma soprattutto il popolo. La “musica”, per il primo triennio dell’attuale mandato unionista è rimasta la stessa, anzi (pare a seguito di un’eccedenza di lavoro straordinario svolto e pagato) si è arrivati al punto che in orario pomeridiano o serale, a causa di prestazioni assicurate solamente nella prima parte della giornata, i vigili sono proprio spariti dalla circolazione. Dove è possibile registrare un paradosso del genere?
Da qualche settimana è intervenuta, per delibera della Giunta-Gravante, una vistosa novità che, nelle intenzioni della maggioranza consiliare in carica, dovrebbe agevolare, pur nello sfacelo del Corpo di Polizia municipale, un riallineamento progressivo in termini di ordine e legalità: in realtà, sono stati nominati, per un periodo di 6 mesi, quattro vigili in attività lavorativa ridotta presso il Comune di Capua. Su questa decisione sono presto piombati gli strali dei gruppi di opposizione.
Enrico Petrella, capogruppo di Senso Civico, ha diramato una dura nota in cui si legge: “Speriamo che i 60.000 euro di costo dei vigili forestieri non li debbano sborsare tutti i cittadini di Grazzanise con salatissime multe. Una cosa è il controllo del territorio un’altra è la mannaia improvvisa e a tradimento su una popolazione già esausta ed esasperata per mancanza di servizi e per la crisi economica.
Non c’è una striscia pedonale, mancano le strisce per i parcheggi e i segnali per gli stop e i divieti di sosta: prima di esasperare e punire la popolazione, l’amministrazione faccia la propria parte e doti la comunità di una segnaletica stradale adeguata”.
Nella giornata in cui il leader sensocivichino ha diffuso la sua nota si è verificata un’altra disfunzione che egli ha descritto così: “Intanto oggi pomeriggio l’ufficio della polizia municipale era chiuso: non vorremmo che i nuovi vigili vengano a Grazzanise solo per una funzione punitiva: bisognava già stabilire i turni prima di partire con le multe.
Anche per il problema della differenziata era necessario ripartire con una campagna di sensibilizzazione e di informazione con manifesti e volantini prima di lasciare i sacchetti fuori dalle case. Mancano inoltre i sacchetti per la plastica, la carta e il secco indifferenziato che non vengono distribuiti.
Insomma questo comportamento schizofrenico dell’amministrazione (un giorno fai quello che vuoi e un altro ti punisco ) allontana sempre più i cittadini dalla politica e dalla giusta collaborazione tra autorità e cittadinanza”. Se il sindaco o l’assessore competente intendessero replicare anche su queste colonne di Belvedere News, noi si resta a disposizione.