HIGUAIN LA ‘TIGRE’, IL TRASCINATORE BIANCONERO USA PAROLE AL VETRIOLO CONTRO DE LAURENTIIS,RESPONSABILE PER LA SUA CESSIONE

Sono volati anche gli stracci, alla fine: indegno epilogo di una storia da cui Gonzalo Higuain è uscito da trionfatore solo sul campo, rispondendo con una doppietta decisiva ai fischi e alla contestazione dei suoi ex tifosi, nella semifinale di ritorno della Coppa Italia.

A Napoli c’è un proverbio o quadr’ stracciat va a ruba!!!!

Il Pipita fa causa al vecchio club per 700.000 € la partita continua in Tribunale.

Il Pipita può essere fiero di aver fatto il suo dovere di attaccante, trascinatore, LEADER INCONTRASTATO PRIMA DEL NAPOLI CON IL SUO RECORD DI GOL, MEGLIO DI HAMRIN, ORA DELLA JUVE NONOSTANTE L’OPERAZIONE QUATTRO GIORNI FA ALLA MANO, IL RITORNO IN CAMPO DOPO QUATTRO GIORNI, UN RECORD, L’ENNESIMO, togliendo le castagne dal fuoco dalla Juventus: la nuova squadra in cui sembra avere trovato finalmente la sua dimensione perfetta. Dal punto di vista umano, invece, i quattro giorni del ritorno a Napoli del giocatore argentino si sono conclusi con un bilancio tutt’altro che onorevole: in una escalation di tensioni, polemiche, veleni, nonché insulti ricevuti di cui nemmeno il tempo potrà purtroppo cancellare le conseguenze, come del resto insegna il precedente di Altafini.

Ma finalmente la parola al grande protagonista Higuain: costretto dalla sua scelta professionale a convivere a tempo indeterminato con l’etichetta sgradevole di “core ‘ngrato”, ‘traditore’ che la quasi totalità dei tifosi azzurri gli ha cucito implacabilmente addosso: senza concedergli alcun genere di attenuante. Doveva aspettarselo, il Pipita: dopo aver deciso di andare via e di indossare proprio la maglia della Juventus, la squadra meno amata (eufemismo…) dai napoletani. Eppure, per quanto possa sembrare inverosimile, il giocatore argentino ha dato la netta sensazione di non essere preparato a un’accoglienza simile. Domenica sera addirittura sorrideva, quando ha rimesso per la prima volta piede da avversario negli spogliatoi del San Paolo: come se lo aspettasse una rimpatriata tra vecchi amici. Tre giorni dopo è invece andato via con i nervi a fior di pelle e spargendo veleni: nel disperato e vano tentativo di riabilitarsi agli occhi di una città che per tre anni lo aveva trattato come un re, fino al suo inatteso “tradimento” estivo.

«È tutta colpa sua», ha urlato Higuain verso la tribuna d’onore del San Paolo, indicando con un gesto plateale ai tifosi, cercava con lo sguardo proprio lui, il suo nemico colui che lo aveva ceduto, Aurelio De Laurentiis. Lo aveva detto del resto già a luglio, el Pipita, nel suo primo giorno da bianconero. «Sono andato via a causa del presidente, non potevo più passare neppure un altro giorno con lui». Ma i napoletani non gli avevano creduto allora ed è improbabile che cambino idea proprio adesso: dopo aver visto dal vivo la naturalezza con cui il giocatore argentino ha sposato la sua nuova causa juventina. A Napoli aveva impiegato due anni, per ambientarsi davvero: vivendo inizialmente con troppa diffidenza la passione che lo circondava. A Torino si è fatto bastare invece una esigua manciata di mesi per sentirsi a casa. «È stata la scelta migliore per me, dal punto di vista professionale e umano. Ne sono entusiasta».

Non si capisce allora perchè Higuain continui a accusare De Laurentiis, a cui con queste premesse dovrebbe essere al contrario molto grato. Tra i due ci sarebbero dei conti in sospeso. Circa 700 mila euro di tasse (il 3 per 100 di contributo di solidarietà previsto per chi ha un reddito superiore ai 300 mila euro) che il Napoli ha trattenuto come prevede la legge dal faraonico stipendio (5.5 milioni netti) percepito per 3 stagioni dall’argentino. Lui li vorrebbe indietro e ha chiesto un arbitrato alla Figc, proprio durante i giorni del suo amarissimo ritorno allo stadio San Paolo. Passione da una parte, soldi dall’altra. Che abbia ragione oppure no, il Pipita ha confermato di parlare un altro linguaggio: rispetto a quello di chi ne aveva fatto un idolo.

Con De Laurentiis se la vedrà in tribunale: affari loro. Il presidente è certo di avere ragione e non ha replicato ieri alle accuse ricevute da Higuain: in particolare quella di averlo spinto in estate tra le braccia della Juve. Il loro punto di vista, del resto, i tifosi del San Paolo lo hanno già espresso nella maniera più chiara possibile: rinnegando il Pipita. Peccato che sia finita così.