I media circoscrivono il fenomeno dei botti illegali alla città di Napoli e alimentano le espressioni becere. Verdi: “E’ una pratica odiosa e da debellare”

Verdi: ” Succede anche altrove, in alcuni casi anche in proporzioni maggiori. Vergogna razzista sulla Gazzetta di Mantova”

“L’atteggiamento di alcuni media nazionali che presentano il fenomeno dei botti illegali come un costume esclusivamente napoletano è fuori luogo e anacronistico. Stop a questa narrativa che alimenta le espressioni becere contro la città”. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli con il conduttore della radiazza su radio Marte Gianni Simioli stigmatizzano la pratica dei mezzi di informazione di indicare la città di Napoli come unica città in cui si fanno esplodere botti illegali a capodanno. “Negli ultimi giorni si è assistito ad una sovraesposizione di Napoli in relazione al fenomeno dei botti. Troviamo che si tratti di un atteggiamento che non trova fondamento nella realtà. L’odiosa pratica – afferma Borrelli – non è circoscritta al comprensorio partenopeo ma affligge anche altre regioni. Non ci presteremo al giochino di fare l’elenco dei casi avvenuti altrove ma vogliamo focalizzare l’attenzione sul malcostume di porre la città di Napoli come unico teatro di un fenomeno che da tempo chiediamo di debellare”.

“Non c’è dubbio – prosegue Borrelli – che la vendita e l’uso di botti illegali deve essere trattato con massima attenzione dai mezzi di informazione. Da tempo chiediamo una maggiore attenzione al fenomeno ai media, alle istituzioni e alle forze dell’ordine. Questo però non deve tradursi in un dito puntato contro la città di Napoli, sbilanciato rispetto alla poca attenzione circa i medesimi casi in altre città dove il fenomeno oramai è anche peggiore. Tale atteggiamento finisce per alimentare espressioni becere. Ne è l’esempio un post sui botti illegali a Napoli, pubblicato su Facebook da ‘La Gazzetta di Mantova’ che si è trasformato nell’occasione per dare sfoggio di ignoranza e razzismo nei confronti dei napoletani. In calce all’articolo sono state postate offese contro la città e il popolo partenopeo, oltre i soliti vergognosi auspici di un’eruzione del Vesuvio”