“I napoletani sono tutti ladri” non è diffamazione, la decisione del Magistrato fa discutere

Dopo la querela di un 48enne di Caserta, ma residente a Milano, nei confronti del gestore di un bar di Courmyeur, il vice procuratore onorario di Aosta Sara Pezzetto ha chiesto al giudice di pace l’archiviazione dell’indagine per diffamazione a carico del gestore del bar.

Un 48enne originario di Caserta ma residente a Milano, lo scorso 26 gennaio 2019, mentre si trovava in vacanza a Courmayeur aveva chiesto al proprietario del Bar delle Guide di poter assistere alla partita di calcio “Milan-Napoli”. Ma il gestore del locale rifiutò di trasmettere la partita, dicendo al cliente che “non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri”. A questo punto l’avventore, indignato del comportamento così sprezzante, lo querelò.

Ora, in queste ore apprendiamo che il vice procuratore onorario di Aosta Sara Pezzetto ha chiesto al giudice di pace l’archiviazione dell’indagine per diffamazione a carico del gestore del bar. All’uomo non resta che ricorrere al giudizio civile. Il comportamento, secondo la procura guidata da Paolo Fortuna, non configura il reato di diffamazione in quanto l’offeso era presente e neppure quello di ingiuria, ormai depenalizzato. Inoltre in base a una sentenza della Cassazione, non si può neppure parlare di “odio razziale o etnico” dato che manca un “sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori”.

L’avventore aveva quindi accompagnato fuori dal bar i propri figli ed era rientrato, sentendosi dire che “non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri, perché quando ci sono dei napoletani nel locale fanno sempre casino e spesso rubano i soldi dalla cassa”, precisando poi che “il locale è mio e nel mio locale i napoletani non li voglio”. Attenti a parlare male di Napoli e dei napoletani perché si rischia una querela da parte del Comune partenopeo che, nel 2017, apri sul sito del Comune lo Sportello online “Difendi la Città” contro chiunque esprimerà un giudizio che lede, diffama, offende la Città.

Il punto di partenza è questo e lo si legge sul sito del Comune partenopeo: “Da tempo ma sempre più spesso si assiste ad una narrazione distorta e a volte diffamatoria della città di Napoli rendendola oggetto di pregiudizi, stereotipi e dannose generalizzazioni”. Così basterà compilare un form con i propri dati, le informazioni sulla offesa e anche con le “prove” come screenshot della pagina web o del profilo social, foto del giornale. Lo Sportello online serve “…. Per raccogliere le segnalazioni dei cittadini napoletani relative alle offese contro Napoli, chiedendo attraverso gli uffici comunali interessati precisazioni ed apposita rettifica ma eventualmente avviando, previa attenta valutazione dell’Avvocatura comunale, iniziative legali per tutelare la dignità del territorio, l’immagine e la reputazione della città di Napoli e del popolo partenopeo”.

In più, secondo il Sindaco De Magistris la querela potrebbe “aiutare” la città anche da un altro punto di vista. La richiesta di risarcimento danni verrebbe infatti destinata a migliorare l’arredo, il decoro, la qualità dei servizi della città.