Il 2 giugno 1946 a Caserta

Una ricostruzione storica degli avvenimenti che accompagnarono la scelta tra Monarchia o Repubblica

In questo giorno nel quale, giustamente si celebra, la nascita della Repubblica, abbiamo deciso per voi di ripercorrere cosa accadeva nella nostra provincia e nella nostra città in quei giorni nel quale tutto il Paese si recava alle urne per scegliere la forma di Stato, scegliere cioè se continuare a vivere sotto la Monarchia o piuttosto passare ad una forma Repubblicana.

Nel 1946 anche a Caserta le priorità erano concentrate a ricostruire tutto ciò che a causa della guerra era stato distrutto. Chi girava per la nostra città e la nostra provincia si ricorderà di come che case, scuole, strade, ponti, ormai erano solo un ricordo degli anni felici dell’ante guerra.

Anche la politica dell’epoca non era estranea a tutto ciò. Il referendum era alla porte, per la prima volta dopo la guerra il popolo di tutta la nazione era chiamato ad elezioni libere. Non si può dimenticare infatti che anche gli equilibri Campani e Casertani, in particolare, risentivano ampiamente degli avvenimenti nazionali.

Il 2 giugno si avvicinava sempre di più. In quella data gli italiani effettuarono la scelta tra Monarchia o Repubblica ed elessero l’Assemblea Costituente.

Nella nostra Provincia di Caserta si recò alle urne l’87,59% degli aventi diritto. In favore alla repubblica si dichiarò appena il 16,88% (42.909 voti). Questo risultato non smentì la forte convinzione monarchica che aleggiava sul meridione della nostra penisola. Molto probabilmente ciò era legato ai sussidi e all’esistenza che tutta la popolazione riceveva dalla “Casa Regnante”.

L’ esito che molti attendevano andò però deluso. Tante furono le manifestazioni di protesta contro il referendum, la più importante tra tutte fu quella del 7 giugno. «Una manifestazione a carattere separatista», queste erano le parole del Prefetto dell’epoca.

Molti anche gli scontri tra repubblicani e monarchici, i quali fecero registrare addirittura un morto nella città di Maddaloni.

La vita politica, non si limitava solo ad esprimersi sul referendum. I casertani, si trovarono anche ad affrontare le prime consultazioni amministrative.

Per il comune capoluogo, che a quel tempo comprendeva anche gli attuali territori di San Nicola la Strada e Casagiove) l’affluenza alle urne fu del 72%. I risultati dell urne assegnarono 13 seggi alla Democrazia Cristiana, 6 al Partito Liberale, 4 al Partito Comunista, 3 al Partito d’Azione, 2 ai socialisti e 12 alla lista indipendente del “Gallo”, guidata dal dottor Vincenzo, vecchio notabile, e più volte sindaco.

La giunta, invece, vedeva al suo interno tre liberali, un comunista e un membro del Partito d’Azione. Gravi furono i problemi che la nuova amministrazione si trovo ad affrontare. Primo tra tutti quello della crisi degli alloggi determinatasi dall’arrivo in città di un numero considerevole di sfollati provenienti dalle province limitrofe, attirati dal miraggio di un posto di lavoro.

Condividere con voi, nostri affezionati lettori, un momento della nostra storia non tanto lontana, rappresenta un impegno civico al quale non ci sentiamo di sottrarci. La nostra speranza è che nel futuro, fare memoria della nostra vita, possa rappresentare uno stimolo anche per le future generazioni.