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Il boss Zagaria torna in carcere dopo i domiciliari

Il boss della Camorra, Pasquale Zagaria, ,messo ai domiciliari a causa dell’emergenza coronavirus, torna nel carcere milanese di Opera. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Brescia. Era stato il Tribunale di sorveglianza di Sassari, dove Pasquale Zagaria era al 41 bis, a disporre gli arresti domiciliari lo scorso 24 aprile, alla luce dei suoi gravi problemi di salute, domiciliari che il boss ha scontato in provincia di Brescia. Per questo il suo fascicolo era passato ai giudici di sorveglianza della città, che hanno rivalutato la sua posizione alla luce del decreto legge sulle scarcerazioni e disposto in rientro a Opera, dove c’è una struttura sanitaria in grado di garantire le cure di cui ha bisogno.

Il suo caso aveva aperto lo scandalo delle scarcerazioni di importanti mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi che, per via dell’emergenza Covid 19, avevano ottenuto gli arresti domiciliari a seguito di una circolare autorizzata dall’ex direttore Francesco Basentini e diretta ai giudici di sorveglianza. La sua scarcerazione era stata decisa dal giudice di Sassari Riccardo De Vito che aveva giudicato grave la sua malattia – una patologia cancerogena – dopo uno scontro con la direzione delle carceri che lo stesso De Vito aveva accusato di non trovare una situazione carceraria alternativa per poterlo curare adeguatamente.

Con il rientro nel carcere milanese di Opera del boss della camorra Pasquale Zagaria sono tornati in cella tutti e tre i detenuti al 41 bis ai quali erano stati concessi i domiciliari per problemi di salute legati all’emergenza coronavirus. Prima di lui, sulla base del decreto sulle scarcerazioni del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, erano rientrati in carcere il boss mafioso Francesco Bonura e l’esponente della ‘ndrangheta Vincenzo Iannazzo.