A Caserta la Publiparking non paga la Tarsu al Comune nonostante lo stato di dissesto finanziario dell’Ente che impone in tal senso azioni finalizzate all’incremento di entrate a favore di Palazzo Castropignano.”La piena conformità giuridica della pretesa del pagamento del detto tributo, che, ad oggi, non è mai stata istanziata dal Comune di Caserta alla Publiparking srl, e non si comprende per quale ragione, trova ampio ed assoluto conforto nelle sentenze della Cassazione n.13100, depositata in data 25 luglio 2012, nonché, precedentemente, e dello stesso tenore, Cassazione n.ri 15950/11 e 15851/11. In base a queste sentenze si evince in modo inequivocabile che, la società che gestisce la sosta a pagamento dei veicoli nelle strisce blu – a Caserta, appunto, la Publiparking srl – è tenuta all’obbligo del pagamento della tassa di smaltimento dei rifiuti al Comune proprietario delle strade con riferimento alle aree demaniali concesse in uso”. Questa , in sintesi, la motivazione alla base della richiesta di formale accesso agli atti amministrativi formulata dall ‘Avvocato Luigi Pace per conto del Comitato Rionale Acquaviva, di cui è Presidente Antonio Rea, componente del Movimento Caserta In Comune, nuovo soggetto politico della città di Caserta, costituito dalle Associazioni Riprendiamoci Caserta, Caserta Kest’è, Caserta Kest’è Giovani, Comitato Rionale Acquaviva , Codacons Caserta, Progetto Caserta Città da Vivere , Terra del Sole. Ma procediamo con ordine. A scendere è stato il Comitato Rionale Acquaviva , guidato da Antonio Rea, che ha voluto vederci chiaro sulla controversa vicenda della Publiparking srl a Caserta e ha dato mandato di procedere in tal senso all’Avvocato Luigi Pace , componente della Staff Legale del Movimento Caserta In Comune. L’Avvocato Luigi Pace ha percio’ richiesto l’accesso agli atti amministrativi al fine, innanzi tutto, di rapportare la somma che il Comune ricaverebbe dalla richiesta del pagamento della Tarsu alla Publiparking – che ,a quanto pare, incassa circa due milioni di euro annui – a quanto, invece,l’Ente ricava realmente oggi dalle strisce blu, e dal loro eventuale incremento nella città: praticamente, a conti fatti, una cifra irrisoria. L’iniziativa è partita in seguito alle delibere commissariali n.87 del 18.11.2015- abrogazione dell’agevolazione concessa ai veicoli a servizio delle persone invalide per la sosta gratuita nelle cosiddette strisce blu- e n.84 del 17.11.2015 – abrogazione della cosiddetta ” penalina”- . ” Già in data 25.11. 2015- spiega Luigi Pace- abbiamo inoltrato una nostra nota alla Amministrazione Comunale di Caserta con la quale manifestavamo le evidenti incongruenze delle due delibere commissariali e , parimenti , la nostra indignazione”. In questa nota, l’Avvocato Pace, per conto del Comitato Rionale Acquaviva -Movimento Caserta In Comune- rilevava che, a monte di entrambi i sopra citati provvedimenti, ed a loro motivazione, oltre al richiamo di una obsoleta e controversa sentenza della Cassazione, sconfessata peraltro da più recenti orientamenti normativi in corso di formazione, nel caso della delibera n.87, e da un grossolano errore, in punto di diritto, per quanto concerne la delibera 84 ,vi è altresì la puntualizzazione che i provvedimenti de quo si riconnettono e si rendono necessari in virtù dello stato di dissesto finanziario del Comune di Caserta, che impone azioni finalizzate all’incremento delle entrate dell’ente. ” Non si comprende – continua Luigi Pace- per quale ragione l’Amministrazione Comunale, nell’ottica dell’adozione di tutti i provvedimenti finalizzati all’incremento delle entrate del Comune di Caserta, sia stata invece così solerte ad incidere con le due delibere commissariali in questione, in un caso, ed alquanto discutibilmente, su di una fascia di popolazione, i diversamente abili, e nell’altro, sull’intera cittadinanza”. E aggiunge: ” Troviamo molto strano che il Comune non ha mai provveduto e tuttora non provveda con la medesima solerzia a richiedere alla Publiparking srl il pagamento della TARSU”. Dalle sentenze della Corte di Cassazione, dunque, si evince che la Publiparking srl è tenuta all’obbligo del pagamento della tassa di smaltimento dei rifiuti .. La Suprema Corte, pertanto , ha statuito che il gestore del servizio di parcheggio consistente nella sosta di veicoli sulla pubblica via nell’ambito di spazi delimitati da appositi stalli dipinti sulla sede stradale (c.d. “strisce blu”), è da considerarsi detentore delle relative aree demaniali concesse in uso dal Comune proprietario, dovendo escludersi che detti spazi siano soggetti all’uso indiscriminato da parte dei cittadini, risultando invece vincolati all’uso specifico della sosta. Ne consegue, in maniera inequivocabile, che il gestore, nella specie, per quanto concerne la città di Caserta, la Publiparking srl, è tenuto al pagamento della relativa tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
” Alla luce delle considerazioni esposte- conclude Luigi Pace- si richiede di conoscere le motivazioni per cui l’amministrazione comunale non si è mai attivata in merito, e non si attiva oggi, e, conformemente alle statuizioni della Corte di Cassazione non provveda a richiedere, con immediatezza alla Publiparking srl il pagamento del tributo per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, proprio per permettere un maggiore incremento delle entrate dell’ente, e, di conseguenza, un indubbio beneficio per l’intera cittadinanza”.