Il Governo impugna il controllo pubblico dell’Acquedotto Pugliese

In questi giorni di campagna elettorale si sprecano gli appelli delle forze politiche sull’importanza del voto, della partecipazione e della democrazia. Ma nelle stesse ore e’ eclatante ed esemplare quanto di questa democrazia resti ben poco se si guarda con piú attenzione ai provvedimenti concreti che si mettono in atto. In spregio ad un referendum che 13 anni fa ha sancito democraticamente la non messa sul mercato del bene acqua, il Governo lancia l’attacco finale alla gestione pubblica dell’Acquedotto Pugliese, portato avanti attraverso l’impugnazione della legge regionale n.14/2024, con la quale la Regione Puglia consente l’ingresso ai comuni pugliesi nelle quote di partecipazione alla gestione del Servizio Idrico Integrato regionale.

Il Governo si fa forte di un pronunciamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e conta nel 2025, alla scadenza della concessione dell’affidamento pubblico dell’Acquedotto Pugliese, di aprire la strada alla privatizzazione del servizio. Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dichiara: “L’atto del governo è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti dei cittadini pugliesi ed italiani che credono nella proprietà pubblica dell’acqua. Reagiremo in maniera forte, chiamando a raccolta tutte le forze migliori della Puglia e dell’Italia perché si oppongano decisamente a questo disegno che favorisce le multinazionali a discapito di Comuni e Regioni”.

Pubblichiamo il comunicato stampa del Forum italiano dei movimenti per l’acqua su quella che e’ l’ultima manovra  dei processi di privatizzazione selvaggia di questi anni.

 

“Detto in parole povere non ci può essere un affidamento diretto ma si deve fare una gara (leggi MERCATO, n.d.r.) alla quale non è esclusa la possibilità di partecipazione di una società pubblica”.

Sono le parole pronunciate dal senatore Ignazio Zullo (Baritoday del 29 maggio 2024), in quota FdI a seguito dell’impugnazione da parte del Governo, coadiuvata dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM), della legge della Regione Puglia n. 14 del 28/03/2024, recante “Disposizioni per la gestione unitaria ed efficiente delle funzioni afferenti al Servizio idrico integrato” che consente l’ingresso nelle quote di partecipazione alla gestione del Servizio Idrico Integrato regionale da parte di tutti i comuni pugliesi.

Le motivazioni di tale impugnazione (per incostituzionalità) sarebbero a tutela della concorrenza e fondate su interpretazioni legislative che impedirebbero la gestione del servizio, anche oltre la scadenza della concessione di Acquedotto Pugliese S.p.a. prevista a fine 2025, attraverso l’in-house ma, bene che vada (??), stando alle parole del sen. Zullo, attraverso una gestione pubblico-privata.

Come se a fronte di “….continuare a dar da mangiare alla clientela della politica…” (fa specie leggere tali parole uscite dalla bocca di un senatore della Repubblica……) meglio sarebbe affidare il servizio a un gestore privato per poterlo gestire “…con efficienza ed economicità garantendo la competitività gestionale in un regime di concorrenza”.

Forse AGCOM (e il Governo), oltre ad appellarsi al Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSPP), dovrebbe ricordarsi anche di quanto indicato nel Testo unico sul riordino dei servizi pubblici locali, che pur impedendo il pieno rispetto dell’esito referendario del giugno 2011, consente, seppur con una miriade di paletti d’ostacolo, il rinnovo delle gestioni in-house al termine dell’affidamento.

Forse il sen. Zullo (e il Governo) non ha presente l’aumento esponenziale che hanno avuto le bollette del servizio idrico su tutto il territorio nazionale, soprattutto dove questo gestito attraverso soggetti privati o pubblico-privati, grazie alla regolazione di un’altra Autorità (ARERA) che ne stabilisce il metodo di calcolo. Questione che riguarda anche la fornitura di gas, messa a mercato dal 1° gennaio 2024 e, a breve, riguarderà anche la fornitura di energia elettrica (1° luglio 2024).

Condanniamo quindi questo provvedimento di impugnazione perché, a nostro giudizio, imporrebbe (se venisse recepito dalla Corte Costituzionale) l’ennesima privatizzazione della gestione dell’acqua nel nostro Paese che, a 13 anni dalla vittoria referendaria del giugno 2011, a parte ABC Napoli, non ha visto, non vede e non vedrà l’attuazione della volontà popolare espressa attraverso quella consultazione pubblica.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, a livello nazionale e locale, si mobiliterà contro questo ennesimo e inaccettabile tentativo di privatizzazione e si mette a disposizione dell’Amministrazione regionale e della cittadinanza pugliese per contribuire al fine di impedire questa negazione di un diritto fondamentale per una degna esistenza, convivenza civile, per la vita”.